
A cura di Silvia Masielli, direttrice tecnica di Emmess. Lead Auditor qualificata CEPAS e componente della Commissione UNI/CT 016 «Gestione per la qualità e metodi statistici». Aggiornata il 4 ottobre 2026.
Il 16 settembre 2026 l’ISO ha pubblicato la nuova edizione della ISO 9001. Se la tua azienda è certificata sulla 2015, il certificato vale ancora, ma ha una scadenza. Se stai per certificarti, devi decidere su quale edizione farlo.
In questa guida trovi le date da segnare, ogni novità spiegata punto per punto con quello che ti chiederà l’auditor, una tabella per controllare da solo dove sei e un metodo per pianificare il passaggio senza rifare il sistema.
Le date della transizione
Le ha fissate Global ACI, l’organizzazione internazionale degli enti di accreditamento di cui fa parte Accredia, con le regole di transizione pubblicate il 16 settembre 2026.
| Data | Che cosa succede | Che cosa vuol dire per te |
|---|---|---|
| 16 settembre 2026 | Pubblicazione della ISO 9001:2026 | Puoi cominciare ad adeguare il sistema |
| 31 marzo 2027 | Gli enti di accreditamento sono pronti a valutare gli organismi | Gli organismi iniziano a chiedere l’abilitazione |
| 30 giugno 2027 | Gli organismi presentano la loro dichiarazione di transizione | Chiedi al tuo organismo quando sarà abilitato |
| 30 settembre 2027 | Gli enti di accreditamento chiudono le decisioni sugli organismi | Da qui tutti gli organismi accreditati possono certificare sulla 2026 |
| 31 marzo 2028 | Le nuove certificazioni si rilasciano solo sulla 2026 | Chi si certifica per la prima volta lo fa sulla nuova edizione |
| 30 settembre 2029 | Fine della transizione | Il certificato 2015 non vale più |
Che tipo di revisione è
È una revisione di manutenzione, non una rivoluzione. La struttura resta quella dal punto 4 al 10, la stessa di ISO 14001 e ISO 45001. Molte frasi sono scritte meglio, alcune parole cambiano, e una decina di requisiti si allargano o si dividono.
Il lavoro vero si concentra in quattro punti: la cultura della qualità e il comportamento etico, la separazione fra rischi e opportunità, la gestione delle modifiche, il riesame della direzione. Il resto è soprattutto aggiornamento di linguaggio e di riferimenti.
Le novità, punto per punto
Per ogni novità trovi che cosa dice la norma, che cosa cambia rispetto alla 2015, che cosa ti chiederà l’auditor e un esempio. I numeri sono quelli dei punti della ISO 9001:2026.
Punti 4.1 e 4.2: contesto e parti interessate
Che cosa dice ora. Devi valutare se il cambiamento climatico è un tema rilevante per la tua azienda. Delle esigenze delle parti interessate, devi decidere quali gestisci attraverso il sistema qualità.
Rispetto alla 2015. Il clima c’è già dall’emendamento del 2024. È nuova la scelta esplicita su quali richieste delle parti interessate entrano nel sistema e quali no.
Che cosa ti chiederà l’auditor. La valutazione del clima con data ed esito. L’elenco delle parti interessate con, per ogni richiesta, se la gestisci con il sistema.
Un esempio. Una banca chiede il rating di sostenibilità, un cliente chiede tempi di consegna garantiti. Decidi che la seconda la gestisci nel sistema qualità e la prima no, e lo scrivi.
Punti 5.1 e 5.2: leadership, cultura della qualità ed etica
Che cosa dice ora. La direzione deve promuovere una cultura della qualità e un comportamento etico. La politica per la qualità deve essere coerente con il contesto e con la direzione strategica dell’azienda.
Rispetto alla 2015. Nella 2015 la leadership c’era, ma cultura ed etica non erano nominate. La politica ora va legata in modo più netto alla strategia.
Che cosa ti chiederà l’auditor. Lo chiede al titolare, a voce: che cosa fai per la cultura della qualità, come reagisci quando qualcuno segnala un errore. Poi verifica che la politica dica qualcosa di vero sulla tua strategia.
Un esempio. Il titolare apre la riunione mensile con un errore del mese e com’è stato risolto, senza cercare il colpevole. Chi segnala un problema per primo viene ringraziato in pubblico. È cultura della qualità, ed è un’evidenza.
Punto 6.1: rischi e opportunità separati
Che cosa dice ora. I rischi hanno il loro requisito (6.1.2): li individui, li analizzi, li valuti e decidi le azioni. Le opportunità hanno un requisito proprio (6.1.3), con lo stesso percorso fino alla verifica dell’efficacia.
Rispetto alla 2015. Nella 2015 rischi e opportunità stavano in un requisito unico. Quasi tutte le aziende hanno un elenco dei rischi pieno e una colonna delle opportunità vuota.
Che cosa ti chiederà l’auditor. L’elenco delle opportunità, con azioni, responsabili, scadenze e un giudizio sui risultati. È la parte che oggi manca più spesso.
Un esempio. Opportunità: un nuovo cliente nel settore alimentare chiede la certificazione di filiera. Azione: valutare costi e tempi entro marzo, responsabile il commerciale. Verifica: a giugno, contratto firmato oppure no.
Punto 6.3: pianificazione delle modifiche
Che cosa dice ora. Quando cambi qualcosa nel sistema, devi anche comunicare la modifica, controllare se funziona e riesaminarne i risultati.
Rispetto alla 2015. Nella 2015 bastava pianificare la modifica: scopo, conseguenze, risorse, responsabilità. Mancava la chiusura del cerchio.
Che cosa ti chiederà l’auditor. Una modifica recente, dall’inizio alla fine: chi l’ha decisa, chi è stato informato, come avete misurato se ha funzionato, quando l’avete riesaminata.
Un esempio. Cambi il gestionale. Comunichi la data a reparti e clienti, controlli per due mesi gli errori negli ordini, al riesame scrivi se sono calati.
Punti 7.1.6 e 7.3: conoscenza e consapevolezza
Che cosa dice ora. La conoscenza dell’organizzazione copre tutto quello che serve al sistema per dare i risultati attesi. Fra le cose di cui le persone devono essere consapevoli entrano la cultura della qualità e il comportamento etico.
Rispetto alla 2015. La conoscenza c’era già nella 2015, ma in modo più ristretto. La consapevolezza su cultura ed etica è nuova.
Che cosa ti chiederà l’auditor. Chiede a un operatore, con parole sue, che cosa significa lavorare bene in quell’azienda e a chi si rivolge se vede qualcosa che non va. Poi chiede dove sta il sapere che oggi è nella testa di una sola persona.
Un esempio. Il tecnico che conosce l’unica macchina critica va in pensione fra un anno. Il piano per passare quel sapere a un collega è un’evidenza del punto 7.1.6.
Punto 8.2.1: comunicazione con il cliente
Che cosa dice ora. Fra le cose da comunicare al cliente ci sono, quando servono, le azioni di emergenza, comprese quelle legate a interruzioni.
Rispetto alla 2015. Nella 2015 c’era già il riferimento alle azioni di emergenza «quando pertinenti». Ora la norma nomina in modo esplicito le interruzioni.
Che cosa ti chiederà l’auditor. Che cosa succede se un fornitore chiave si ferma: chi avvisa il cliente, quando, con quali alternative.
Un esempio. Il fornitore di una materia prima chiude per tre settimane. Entro 24 ore il commerciale avvisa i clienti con ordini aperti e propone una consegna parziale o un materiale alternativo già qualificato.
Punti 9.2 e 9.3: audit interni e riesame della direzione
Che cosa dice ora. Per ogni audit interno devi stabilire obiettivi, criteri e campo. Nel riesame della direzione entra un nuovo elemento: i cambiamenti nelle esigenze e nelle aspettative delle parti interessate.
Rispetto alla 2015. Nella 2015 per gli audit bastavano criteri e campo. Il riesame guardava le parti interessate solo in modo indiretto.
Che cosa ti chiederà l’auditor. Il piano di un audit con il suo obiettivo scritto. Il verbale del riesame con una voce dedicata alle richieste nuove o cambiate di clienti, autorità, banche, dipendenti.
Un esempio. Obiettivo dell’audit: capire perché i reclami sulle consegne sono saliti nel secondo trimestre. È diverso da «verificare il processo logistico», ed è più utile.
Punti 3 e 10, Allegato A e Allegato B
Che cosa dice ora. Il punto 3 contiene ora alcune definizioni chiave. Il punto 10 raccoglie il miglioramento continuo nel 10.1. L’Allegato A spiega l’intento dei requisiti dal punto 4 al 10. L’Allegato B è stato tolto.
Rispetto alla 2015. Nella 2015 il punto 3 rimandava alla ISO 9000 e il miglioramento continuo aveva un punto a sé, il 10.3.
Che cosa ti chiederà l’auditor. Che i tuoi documenti non citino più il 10.3 e che i termini che usi siano coerenti con quelli della norma.
Un esempio. Nella procedura delle azioni correttive sostituisci i rimandi al vecchio 10.3. È un lavoro da mezz’ora, ma se lo dimentichi l’auditor lo nota.
Che cosa non è nuovo, anche se lo leggerai in giro
- Le azioni contro l’errore umano (punto 8.5.1). C’erano già nella 2015, con le stesse parole.
- Il cambiamento climatico. È entrato con l’emendamento del febbraio 2024, non con la nuova edizione.
- Il manuale della qualità. Non è richiesto dal 2015 e la 2026 non lo reintroduce. Non ci sono procedure obbligatorie.
- La durata del certificato. Restano tre anni, con una sorveglianza ogni anno.
Controlla da solo dove sei
Rispondi a queste domande. Ogni «no» è un pezzo di lavoro da fare prima dell’audit di transizione.
| Punto | Domanda da farti | Evidenza che ti servirà |
|---|---|---|
| 4.1 | Abbiamo valutato se il clima è rilevante, con una data? | Analisi del contesto aggiornata |
| 4.2 | Per ogni richiesta delle parti interessate abbiamo deciso se la gestiamo nel sistema? | Elenco delle parti interessate con la decisione |
| 5.1 | Il titolare sa spiegare che cosa fa per la cultura della qualità e l’etica? | Esempi concreti, comunicazioni, verbali |
| 5.2 | La politica dice qualcosa della nostra strategia? | Politica aggiornata e approvata |
| 6.1.2 | I rischi sono analizzati e valutati, non solo elencati? | Registro dei rischi con valutazione e azioni |
| 6.1.3 | Abbiamo un elenco delle opportunità con azioni e verifica? | Registro delle opportunità |
| 6.3 | Per le ultime modifiche abbiamo comunicato, misurato e riesaminato? | Scheda di una modifica chiusa |
| 7.1.6 | Sappiamo quale sapere sta nella testa di una sola persona? | Mappa delle competenze critiche e piano di passaggio |
| 7.3 | Le persone sanno a chi rivolgersi se vedono qualcosa che non va? | Formazione e interviste |
| 8.2.1 | Abbiamo deciso chi avvisa i clienti in caso di interruzione? | Regola scritta e un caso reale, se c’è |
| 9.2 | Ogni audit interno ha un obiettivo scritto? | Piani di audit |
| 9.3 | Il riesame guarda le richieste cambiate delle parti interessate? | Verbale del riesame con la voce nuova |
Cultura della qualità ed etica: usa quello che hai già
Molte aziende italiane hanno già strumenti che servono anche qui, e non vanno duplicati.
- Il canale di segnalazione. Il D.Lgs. 24/2023 lo rende obbligatorio per le imprese private con una media di almeno 50 lavoratori subordinati e per quelle che hanno un modello 231, anche sotto quella soglia. Se lo hai, è un’evidenza forte di comportamento etico: dimostra che chi vede un problema può parlare senza rischi. Come si imposta lo trovi nella pagina sul whistleblowing aziendale.
- Il codice etico e il modello 231. Se esistono, la politica per la qualità deve essere coerente con loro. Non serve un secondo codice per la ISO 9001.
- La formazione obbligatoria. Le ore che fai già sulla sicurezza sono un buon momento per parlare anche di cultura della qualità, senza aggiungere giornate.
Come pianificare il passaggio
I passi
- Procurati il testo della norma. La ISO 9001:2026 si acquista: le guide, compresa questa, non sostituiscono il testo.
- Fai l’autovalutazione con la tabella qui sopra. Per ogni «no» scrivi chi se ne occupa e per quando.
- Aggiorna i documenti che servono. Analisi del contesto, politica, registri di rischi e opportunità, scheda delle modifiche, piani di audit, schema del riesame.
- Forma le persone. Un incontro breve sulle novità e sulla cultura della qualità, registrato.
- Fai un audit interno sulla 2026, con l’obiettivo dichiarato di verificare la transizione.
- Fai il riesame della direzione con la nuova struttura.
- Concorda con l’organismo quando passare. Le regole di Global ACI permettono di farlo durante una sorveglianza, durante il rinnovo o con un audit dedicato.
Quando ti conviene farlo
| Se il tuo prossimo rinnovo cade | Ti conviene |
|---|---|
| fra il 2027 e il settembre 2029 | Fare il passaggio insieme al rinnovo, appena l’organismo è abilitato |
| dopo il 30 settembre 2029 | Fare il passaggio durante una sorveglianza, nel 2027 o nel 2028 |
| entro il 2026 o nei primi mesi del 2027 | Rinnovare sulla 2015 e passare alla sorveglianza successiva: l’organismo potrebbe non essere ancora abilitato |
In ogni caso non aspettare il 2029. Tutte le aziende certificate dovranno passare entro la stessa data: gli organismi saranno pieni e un rilievo da chiudere in fretta diventa un rischio per il certificato. Chiedi anche all’organismo se prevede tempo di audit aggiuntivo per verificare i requisiti nuovi: alcuni lo hanno già annunciato.
Se hai anche la ISO 14001
La ISO 14001:2026 è uscita il 15 aprile 2026 e i certificati sulla 2015 vanno portati sulla nuova edizione entro il 30 aprile 2029 (circolare Accredia DC 14/2026). Le due scadenze sono vicine e le novità in parte comuni, a partire da contesto, rischi e opportunità e gestione delle modifiche. Conviene pianificare un solo progetto e, se l’organismo è lo stesso, un solo audit. Trovi i dettagli nella pagina sulla certificazione ISO 14001.
Se ti certifichi adesso per la prima volta
Costruisci il sistema già sulla 2026. Fino al 31 marzo 2028 puoi ancora ottenere un certificato sulla 2015, ma poi dovresti portarlo sulla nuova edizione entro il 2029: è un lavoro fatto due volte. Chiedi all’organismo quando sarà abilitato sulla 2026 e programma l’audit di conseguenza. Come si arriva al certificato, quanto costa e quanto vale in gara lo trovi nella pagina sulla certificazione ISO 9001.
Gli errori da evitare nella transizione
Rifare tutto da capo. La 2026 non lo chiede. Chi riscrive procedure e moduli per l’occasione aggiunge carta e rischi, non conformità.
Lasciare vuoto l’elenco delle opportunità. È il requisito nuovo che l’auditor guarderà per primo. Un elenco con due righe vere vale più di una tabella con venti voci generiche.
Scrivere un documento sull’etica che nessuno conosce. L’auditor non cerca il documento: chiede al titolare e alle persone come si comportano. Se la risposta non c’è, il documento non basta.
Fare l’audit interno con la lista di controllo vecchia. Se l’audit interno verifica ancora i requisiti della 2015, non dimostra niente sulla transizione.
Aspettare la scadenza. Chi arriva tardi trova meno disponibilità degli organismi e meno margine per correggere.
Domande frequenti
Il mio certificato ISO 9001:2015 vale ancora?
Sì, fino al 30 settembre 2029. Entro quella data devi passare alla ISO 9001:2026, altrimenti il certificato non vale più.
Quando è stata pubblicata la ISO 9001:2026?
Il 16 settembre 2026. Sostituisce la ISO 9001:2015 e il suo emendamento del 2024 sul cambiamento climatico.
Qual è la novità più impegnativa della ISO 9001:2026?
Per la maggior parte delle aziende è la gestione delle opportunità come requisito separato dai rischi (punto 6.1.3): servono un elenco delle opportunità, azioni con responsabili e una verifica dei risultati. Subito dopo vengono cultura della qualità ed etica e la gestione delle modifiche.
Serve un audit in più per la transizione?
Non per forza. Secondo le regole di transizione di Global ACI il passaggio si può fare durante una sorveglianza, durante il rinnovo oppure con un audit dedicato. Chiedi al tuo organismo se prevede tempo aggiuntivo.
Devo rifare il manuale o le procedure?
No. La ISO 9001:2026 non chiede un manuale e non introduce procedure obbligatorie. Devi aggiornare alcuni documenti: analisi del contesto, politica, registri di rischi e opportunità, gestione delle modifiche, piani di audit e riesame.
Posso ancora certificarmi sulla ISO 9001:2015?
Sì, fino al 31 marzo 2028. Dopo quella data le nuove certificazioni si rilasciano solo sulla 2026. Conviene partire già sulla nuova edizione, per non dover fare il passaggio subito dopo.
Che cosa vuol dire cultura della qualità nella ISO 9001:2026?
Sono i valori, gli atteggiamenti e i comportamenti condivisi che portano le persone a lavorare bene anche quando nessuno controlla. La norma chiede alla direzione di promuoverla e alle persone di esserne consapevoli. In audit si verifica con domande e con esempi concreti, non con un documento.
Ho anche la ISO 14001: devo fare due transizioni separate?
No, conviene farne una sola. La ISO 14001:2026 va completata entro il 30 aprile 2029, la ISO 9001:2026 entro il 30 settembre 2029. Molte novità sono comuni e, con lo stesso organismo, si può passare in un unico audit.
Fonti
- Global ACI, «Global ACI Publishes Transition Requirements for ISO 9001:2026», 16 settembre 2026, documento Global ACI-TECH-3-TR.
- ISO/TC 176, «ISO 9001:2026 has been released».
- Note sulla pubblicazione e sulle novità della ISO 9001:2026 di LRQA, Bureau Veritas Italia, SQS e RCA Cert, settembre 2026.
- Accredia, circolare DC 14/2026 sulla transizione alla ISO 14001:2026.
- D.Lgs. 10 marzo 2023, n. 24, sulla protezione delle persone che segnalano violazioni.
Devi portare la tua ISO 9001 sulla 2026?
Dicci quando scade il tuo certificato e quale organismo ti segue: ti diciamo che cosa manca al tuo sistema e qual è il momento giusto per il passaggio. La prima analisi non ha alcun costo e non ti impegna a nulla.
Lascia il tuo numero:
ti richiamiamo subito.
Oppure chiamaci ora: 02 4975 8283
In sintesi
- Pubblicata il 16 settembre 2026: sostituisce la ISO 9001:2015 e l’emendamento del 2024 sul clima.
- Il certificato 2015 vale fino al 30 settembre 2029.
- Dal 31 marzo 2028 le nuove certificazioni si rilasciano solo sulla 2026.
- Il lavoro vero: cultura ed etica, opportunità separate dai rischi, gestione delle modifiche, riesame.
- Il passaggio si fa in sorveglianza, al rinnovo o con un audit dedicato.
- Nessun manuale e nessuna procedura obbligatoria.
