L’IFS Broker è lo standard per agenti, commercianti e importatori che comprano e rivendono prodotti alimentari, imballaggi o beni di consumo senza trasformarli. Copre l’attività di intermediazione: qualifica dei fornitori, specifiche, gestione dei reclami, rintracciabilità e — quando la merce è stoccata da terzi — anche il controllo su chi la custodisce.
È riconosciuto GFSI ed è la risposta naturale quando un cliente industriale chiede una certificazione a chi non ha stabilimenti. Otto requisiti KO decidono se il certificato arriva; il livello superiore si raggiunge sopra il 95%, e quella soglia si conquista lavorando anche su ciò che sembra secondario, a partire dalla qualifica documentata dei fornitori.
Che cosa facciamo, in concreto
Qui il lavoro ha due obiettivi distinti: ottenere il certificato e ottenerlo al livello superiore. Sono due cose diverse, perché la soglia del 95% si raggiunge solo lavorando anche su quello che a prima vista sembra secondario. Partiamo dagli otto requisiti KO, che decidono se il certificato arriva, e poi costruiamo il punteggio.
Che cos’è l’IFS Broker
L’IFS Broker è lo standard della famiglia IFS pensato per chi fa intermediazione commerciale: broker, agenti di vendita, commercianti e importatori. Riguarda prodotti alimentari, prodotti per la casa e la cura della persona e materiali di imballaggio.
La versione in vigore è la 3.2, pubblicata nel febbraio 2024 e obbligatoria per tutti gli audit dal 1° luglio 2024.
Il punto di partenza è lo stesso del BRCGS Agents and Brokers: chi sta in mezzo alla filiera non tocca il prodotto, ma decide da chi comprarlo, con quali specifiche e che cosa fare quando qualcosa non torna. Sono decisioni che pesano, e la grande distribuzione ha smesso di darle per scontate.
A chi si applica
IFS Broker o BRCGS Agents and Brokers?
I due schemi coprono lo stesso mestiere e sono entrambi riconosciuti a livello internazionale. La scelta la fa il cliente, non voi: la distribuzione tedesca, francese e italiana chiede in genere IFS, quella britannica e i gruppi di origine anglosassone chiedono in genere BRCGS.
Prima di firmare qualsiasi cosa con un organismo di certificazione, fatevi dire per iscritto dal cliente quale dei due vuole. È la telefonata più redditizia dell’intero progetto.
Come è fatto lo standard
L’IFS Broker è diviso in cinque parti: il protocollo di audit, la lista di riscontro con i requisiti, i requisiti per gli organismi e gli auditor, le regole di rendicontazione nel portale IFS e il protocollo dedicato agli audit non annunciati.
Gli otto requisiti KO
Anche qui esistono requisiti eliminatori: se uno di questi viene valutato D, la certificazione non si ottiene, qualunque sia il punteggio complessivo. Nell’IFS Broker sono otto.
Il punteggio e i due livelli di certificazione
Ogni requisito riceve un punteggio: A vale 20 punti, B ne vale 15, C ne vale 5 e D ne toglie 20. Una non conformità maggiore sottrae il 15% del totale; un requisito KO valutato D ne sottrae il 50%. In entrambi i casi il certificato non si ottiene.
L’audit: durata, tempi e non annunciato
Un audit standard dura almeno sei ore; una giornata di audit è di otto ore e non può superarne dieci. Il certificato vale dodici mesi dalla data dell’audit, non dalla data di emissione: è una distinzione che conta quando si programma il rinnovo.
Fra l’audit e il certificato passano al massimo otto settimane: due per il rapporto preliminare, quattro per la vostra risposta, due per la revisione e il caricamento. Se serve il certificato per una data precisa, va contato all’indietro da lì.
Esiste poi un protocollo dedicato agli audit non annunciati, con preavviso di trenta minuti. È la via per ottenere lo IFS Star Status, il riconoscimento riservato a chi supera bene una verifica senza preparazione.
Quanto tempo serve
È fra le certificazioni più rapide da costruire, perché non ci sono stabilimenti da sistemare: un’azienda commerciale ordinata arriva all’audit in tre-cinque mesi. Il lavoro si concentra su tre cose: le specifiche di prodotto, la qualifica dei fornitori e una rintracciabilità che regga la prova a cronometro.
Il collo di bottiglia, quasi sempre, non siete voi: sono i fornitori esteri a cui va chiesto materiale che nessuno aveva mai chiesto loro. Meglio partire da lì.
Quanto costa
Il costo si compone di due voci separate, e conviene tenerle distinte fin dal preventivo: la consulenza, cioè il lavoro per costruire il sistema, e la certificazione, cioè le giornate che l’organismo fattura. La seconda non passa da noi ed è fra le più contenute degli schemi GFSI: l’audit standard dura almeno sei ore.
Sulla prima voce il peso lo fanno tre cose: quanti prodotti intermediate e quindi quante specifiche vanno costruite, da quanti Paesi arrivano, e il livello a cui puntate, perché arrivare al livello superiore richiede lavoro anche sui requisiti che il livello base perdona. Abbiamo spiegato per esteso come si forma il prezzo nella pagina dedicata ai costi, con lo stesso metodo che usiamo per fare i preventivi.
Gli errori che allungano i tempi
Sono sempre gli stessi quattro. Sbagliare schema: se avete un deposito, anche di appoggio, l’IFS Broker da solo non copre tutto. Va detto all’organismo prima di firmare.
Confondere il listino con la specifica: la specifica di prodotto è un documento tecnico concordato con il fornitore e con il cliente. È un requisito KO, e le schede commerciali non bastano.
Non provare mai il richiamo: una procedura scritta e mai simulata è la prima cosa che l’auditor mette alla prova, e la prima che cade.
Accontentarsi delle B: nella versione 3.2 ogni B richiede correzione e azione correttiva, e sono le B che separano il livello base da quello superiore. Ignorarle significa restare sotto.
Dove operiamo
Seguiamo i progetti dalle nostre quattro sedi — Milano, Bologna, Roma e Brescia — e lavoriamo su tutto il territorio nazionale. Su questo schema buona parte del lavoro si svolge da remoto, il che lo rende sostenibile anche per strutture commerciali di poche persone.
Domande frequenti
Siamo in quattro persone: ha senso certificarsi?
Sì. Lo schema è tarato su strutture commerciali, spesso piccole. Conta come lavorate, non quanti siete: una microimpresa ordinata prende punteggi alti proprio perché i processi sono pochi e chiari.
I fornitori devono essere certificati?
Non tutti per forza, ma serve un metodo scritto di qualifica e un modo per gestire chi non ha una certificazione riconosciuta. La certificazione del fornitore è una delle vie di approvazione, non l’unica.
Abbiamo un magazzino di appoggio.
Allora l’IFS Broker da solo non copre tutto: la custodia fisica porta nel campo dell’IFS Logistics. Va detto subito all’organismo di certificazione, perché cambia il campo di applicazione.
Quanto vale il certificato se prendiamo solo il livello base?
Vale: è a tutti gli effetti una certificazione IFS Broker valida dodici mesi. Il livello superiore però si legge sul documento, e nelle gare e nelle qualifiche fornitore si nota.
Trattiamo anche imballaggi e prodotti per la casa: rientrano?
Sì. Lo standard copre prodotti alimentari, prodotti per la casa e la cura della persona e materiali di imballaggio.
Vi serve l’IFS Broker?
Diteci che prodotti intermediate, da quali Paesi arrivano e se avete un deposito anche di appoggio: vi diciamo se lo schema giusto è questo, quanto lavoro serve su specifiche e fornitori e a quale livello potete puntare.
Lascia il tuo numero:
ti richiamiamo subito.
Oppure chiamaci ora: 02 4975 8283
Quanto costa certificarsi: come si forma il prezzo
Perché Emmess su questa norma
- Lead Auditor qualificata CEPAS: conosciamo la logica del punteggio IFS e sappiamo dove si perdono i punti che separano il livello base da quello superiore.
- Partiamo dagli otto requisiti KO: sono quelli che decidono se il certificato arriva o no.
- Costruiamo con voi specifiche di prodotto e qualifica dei fornitori sui prodotti che trattate davvero.
- Vi diciamo con franchezza se il vostro schema è questo, l’IFS Logistics o il BRCGS, anche quando la risposta ci conviene meno.
