ISO 29001

Il sistema qualità di settore per la filiera oil and gas

La ISO 29001 è la norma di sistema qualità specifica per le filiere del petrolio, del petrolchimico e del gas naturale. Si costruisce sulla ISO 9001 e aggiunge i requisiti di prevenzione del difetto e di controllo dei fornitori che quel settore, per la natura dei suoi impianti, non può permettersi di lasciare impliciti.

Va distinta dalla specifica API Q1, con cui viene spesso confusa: sono percorsi diversi, con proprietari e regole diverse, e la scelta dipende dal cliente che la chiede e dal mercato di destinazione. In Italia lo schema è accreditato, e questo è un vantaggio concreto da sfruttare quando il certificato va speso in gara o presso una committenza estera.

Che cosa facciamo, in concreto

La prima domanda che facciamo non è tecnica: è chi ti sta chiedendo il certificato e che cosa vuole esattamente. Nella filiera oil and gas circolano due mondi che si somigliano ma non coincidono, e sceglierne uno per l’altro significa spendere due volte.

Il nostro intervento, in sei passi
Passo 1Chiarimento della richiesta Verifichiamo con te che cosa chiede il committente: questa norma, la specifica americana con il monogramma, o entrambe. Sono percorsi diversi.
Passo 2Perimetro Definiamo prodotti, servizi e siti che entrano nel campo di applicazione, distinguendo fornitura di prodotto e fornitura di servizio.
Passo 3Gap analysis Confrontiamo il sistema con i requisiti settoriali, che sono incrementali rispetto alla qualità generale: pianificazione della qualità di prodotto, gestione delle modifiche, continuità operativa, controllo della catena di fornitura.
Passo 4Controllo dei rischi operativi Costruiamo il presidio sui rischi tipici del settore, dalla qualifica dei processi speciali alla tracciabilità dei materiali.
Passo 5Preparazione all’audit Formiamo il personale, facciamo una simulazione e mettiamo in ordine le evidenze che l’organismo accreditato chiederà.
Passo 6Audit e mantenimento Ti affianchiamo in verifica, gestiamo le non conformità e teniamo il sistema negli anni.
Un punto pratico: chi è certificato su questa norma soddisfa anche i criteri della ISO 9001. Pagare due percorsi separati, come capita di vedere, è una spesa che si può evitare.

Che cos’è la ISO 29001

La ISO 29001:2020 è il sistema di gestione per la qualità specifico delle industrie del petrolio, della petrolchimica e del gas naturale, rivolto alle organizzazioni che forniscono prodotti e servizi a quelle filiere. È la prima edizione come norma vera e propria: le versioni precedenti erano specifiche tecniche, e la sigla vecchia non va più usata. In Italia è recepita come UNI EN ISO 29001, con l’emendamento del 2024 sui temi climatici.

Il meccanismo di scrittura è lo stesso degli altri schemi di settore: il testo della ISO 9001:2015 è riprodotto integralmente e senza modifiche, e i requisiti settoriali sono aggiunti intorno, distribuiti nei capitoli. Non esistono quindi clausole «extra» numerate a parte: le aggiunte sono incrementali e riguardano soprattutto la pianificazione della qualità di prodotto, la gestione delle modifiche, la continuità operativa e il controllo della fornitura.

La differenza con la specifica API, e perché è la cosa più importante di questa pagina

La norma è stata sviluppata in collaborazione con l’American Petroleum Institute ed è nata come tecnicamente equivalente alla specifica API Spec Q1 nella sua nona edizione. Su quel presupposto molti hanno costruito l’idea che le due cose siano intercambiabili.

Oggi non lo sono più. La specifica API è passata alla decima edizione, pubblicata il 18 settembre 2023 ed efficace dal 18 settembre 2024, con successivi addenda ed errata: da quella data i licenziatari del monogramma e le organizzazioni registrate vengono verificati sulla nuova edizione. L’equivalenza dichiarata a suo tempo si riferisce alla nona edizione e non è stata riallineata.

La conseguenza pratica è netta, e va detta al cliente prima di firmare: un certificato su questa norma non dà diritto al monogramma API né alla registrazione presso il programma americano. Se il tuo committente chiede il monogramma, il percorso è un altro. Se chiede un sistema qualità di settore certificato da terza parte, questa norma è la risposta giusta e, in Italia, quella con l’accreditamento migliore.

In Italia lo schema è accreditato, e conviene sfruttarlo

A differenza di molti schemi di settore, questo figura tra quelli accreditati dall’ente nazionale, con la certificazione a fronte della norma italiana recepita e l’accreditamento sulla norma generale dei sistemi di gestione. Il primo organismo italiano è stato accreditato a ottobre 2021.

È un vantaggio da usare in trattativa: dove esiste l’accreditamento nazionale, chiederlo è legittimo e distingue un certificato spendibile da uno che vale poco. Su altri schemi di settore questa possibilità non c’è; qui sì.

Chi la chiede

Il campo di applicazione dichiarato copre le aziende di ricerca, produzione, trasporto e raffinazione, la progettazione e la fabbricazione di apparecchiature, e i servizi tecnici e operativi di supporto. In pratica: carpenterie e officine meccaniche che lavorano per la filiera, produttori di valvole, flange, raccordi e apparecchiature a pressione, imprese di servizi di ispezione e manutenzione, fornitori di opere civili per impianti.

Va detto con onestà che non abbiamo trovato un documento pubblico di un grande committente italiano che la imponga per contratto. Nella pratica del settore la richiesta dominante resta il monogramma API, e questa norma si affianca come titolo di sistema. Se ti è stata chiesta, il primo passo è farsi mettere per iscritto quale dei due mondi vuole il cliente.

Quanto tempo serve

Per un’azienda con la ISO 9001 attiva e funzionante, dal via all’audit passano in genere da quattro a sei mesi: si lavora sugli innesti settoriali. Partendo da zero servono da otto a dodici mesi, e conviene costruire un solo sistema anziché due in sequenza.

Al progetto si aggiungono i tempi dell’organismo: gli enti accreditati su questo schema in Italia sono ancora pochi, quindi la disponibilità di agenda va verificata all’inizio.

Quanto costa

La nostra consulenza si calcola a giornate. Un percorso su un sito richiede tipicamente da dieci a diciotto giornate, a seconda della complessità dei processi speciali e del numero di prodotti in campo.

Il costo dell’organismo è separato e va chiesto direttamente, verificando che operi in regime accreditato: su questa norma è possibile e va preteso. Per il mantenimento applichiamo un canone pari al una quota del costo di implementazione.

Gli errori che allungano i tempi

Il primo errore, e il più caro, è confondere questa norma con la specifica americana e il monogramma. Sono due percorsi distinti, con proprietari, regole e riconoscimenti diversi, e l’equivalenza dichiarata anni fa riguarda un’edizione ormai superata.

Il secondo è usare ancora la vecchia sigla della specifica tecnica. È superata dal 2020 e in un’offerta segnala documentazione non aggiornata.

Il terzo è pagare due certificazioni. Chi è certificato su questa norma soddisfa già i criteri della qualità generale: si può mantenere anche l’altra, ma è una scelta commerciale, non un obbligo tecnico.

Il quarto è accettare un certificato non accreditato. Qui l’accreditamento nazionale esiste: rinunciarci senza motivo indebolisce il certificato proprio dove serve.

Il quinto è trascurare la qualifica dei processi speciali e la tracciabilità dei materiali. Sono le aree in cui gli audit di seconda parte del settore scavano di più, molto più di quanto facciano sulla documentazione di sistema.

Dove operiamo

Lavoriamo su tutto il territorio nazionale, con sedi a Milano, Bologna, Roma e Brescia. Alterniamo le giornate in stabilimento alle attività a distanza per la parte documentale, così le trasferte pesano dove servono davvero.

Domande frequenti

Mi dà il monogramma API?
No. Sono due sistemi distinti: il monogramma passa dal programma dell’istituto americano e dalla sua specifica, oggi alla decima edizione. Questa norma è una certificazione di sistema di terza parte.

Se ho già la ISO 9001, devo rifare tutto?
No. Il testo della ISO 9001 è incorporato integralmente: si lavora sulle aggiunte settoriali. È il caso migliore, e il più frequente.

Devo mantenere anche il certificato ISO 9001?
Non è necessario dal punto di vista tecnico. Molte aziende lo mantengono perché serve a clienti di altri settori: è una valutazione commerciale.

Vale per i servizi o solo per i prodotti?
Per entrambi. La norma è rivolta alle organizzazioni che forniscono prodotti e servizi alle industrie del petrolio, della petrolchimica e del gas naturale.

Quanto dura il certificato?
Tre anni, con sorveglianze annuali, come per gli altri sistemi di gestione.

Parliamo del tuo committente

Ti diciamo in mezz’ora se ti serve questa norma o il monogramma API: sono cose diverse e la confusione costa cara.

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Quanto costa certificarsi: come si forma il prezzo

Perché Emmess su questo schema

  • Quality Master ANGQ e Lead Auditor qualificata CEPAS: gli schemi di settore li leggiamo dalla parte di chi verifica.
  • Esperienza sull’industria di processo: rischi operativi, processi speciali e qualifica dei fornitori sono il nostro terreno.
  • Ti chiariamo prima quale strada serve: questa norma o il monogramma. È la domanda che fa risparmiare di più.
  • Pretendiamo l’accreditamento: su questo schema esiste, e ti aiutiamo a verificarlo sul certificato.

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