La ISO 37101 è la norma di sistema per lo sviluppo sostenibile delle comunità: si rivolge a città, enti territoriali e organizzazioni che gestiscono servizi urbani, e chiede di governare le decisioni rispetto a obiettivi di sostenibilità dichiarati e misurati.
Lo schema è accreditato, ma conviene non aspettarsi di più di quello che è: è un sistema di gestione, quindi certifica il metodo con cui l’ente decide e verifica, non la qualità della vita nella città. Si tiene insieme agli indicatori urbani delle norme collegate, che forniscono le misure con cui riempire di contenuto quel metodo.
Che cosa facciamo, in concreto
Un comune o un gestore di servizi territoriali che vuole dare struttura alle proprie politiche di sostenibilità si trova con molti documenti programmatici e nessun sistema che li tenga insieme. Questa norma serve a quello: mettere in fila obiettivi, azioni, misure e riesame su scala territoriale.
Che cos’è, e come si chiama oggi
La ISO 37101 stabilisce i requisiti di un sistema di gestione per lo sviluppo sostenibile nelle comunità, incluse le città, con un approccio dichiaratamente olistico. In Italia il riferimento vigente è UNI EN ISO 37101:2023+A1:2024, in vigore dal 16 ottobre 2024.
È una precisazione che conta, perché in giro si legge quasi sempre «UNI ISO 37101:2019»: quella designazione è ritirata dal 19 gennaio 2023, sostituita prima dal recepimento della norma europea e poi dalla versione con l’emendamento sui temi climatici. Chi la cita ancora sta usando un riferimento superato.
Va aggiunta un’altra cosa, per onestà: la norma è stata classificata da rivedere nella primavera del 2026 e sarà sostituita da una nuova edizione, oggi in sviluppo. Chi avvia un percorso adesso deve saperlo.
I risultati attesi che la norma indica sono quattro: gestire la sostenibilità e promuovere intelligenza e resilienza nei confini territoriali, migliorare il contributo della comunità agli obiettivi di sviluppo sostenibile, valutare le prestazioni, adempiere agli obblighi di conformità.
Il rapporto con gli indicatori urbani
Accanto a questa esiste la ISO 37120, recepita come UNI ISO 37120:2019, che è tutt’altro: non è un sistema di gestione ma un set di indicatori per i servizi urbani e la qualità della vita, e non si certifica come sistema.
Le due si usano bene insieme, e la seconda è stata dichiarata allineata ai principi della prima: la 37101 dice che cosa governare, la 37120 fornisce le metriche con cui misurare i risultati. Quando un ente ci chiede di partire, spesso il lavoro utile comincia proprio dagli indicatori.
Lo schema è accreditato, ma non aspettarti altro
La certificazione è rilasciata da organismi accreditati sulla norma generale dei sistemi di gestione, e lo schema figura fra i servizi accreditati con natura volontaria. Da questo punto di vista il titolo è solido.
Detto questo, va detto anche il resto, e va detto chiaro: non esiste alcun atto che colleghi questa norma al PNRR o alle agende urbane. Abbiamo cercato bandi, avvisi ministeriali e documenti di programmazione, e i soli riferimenti che collegano la norma a quei temi sono materiali commerciali di organismi e consulenti. Chi te la presenta come «richiesta dal PNRR» ti sta dando un’informazione che non regge.
Il valore della norma è organizzativo e reputazionale, e su un ente pubblico non è poco: dà una struttura di governo alla sostenibilità e un sistema di misura che sopravvive ai cambi di amministrazione. Ma è quello, non un punteggio.
Quanto tempo serve
Per un comune di media dimensione o un gestore di servizi servono da sei a dieci mesi. La variabile non è la norma: è il coinvolgimento politico e la continuità. Un sistema di questo tipo attraversa uffici diversi e ha bisogno di una decisione presa in alto, altrimenti si ferma al primo assessorato che non risponde.
La raccolta degli indicatori richiede a sua volta tempo, perché i dati esistono ma sono sparsi fra uffici e società partecipate.
Quanto costa
La nostra consulenza si calcola a giornate. Un percorso su un ente di media dimensione richiede tipicamente da quindici a trenta giornate, in funzione del numero di servizi e di società coinvolte.
Il costo dell’organismo è separato e va chiesto direttamente. Per il mantenimento applichiamo un canone pari al una quota del costo di implementazione.
Gli errori che allungano i tempi
Il primo errore è avviarlo come progetto di un solo ufficio. La norma attraversa l’ente: senza un mandato politico chiaro non arriva in fondo.
Il secondo è scrivere obiettivi nuovi invece di usare quelli che ci sono. I documenti programmatici esistono già: il lavoro è renderli misurabili, non aggiungerne altri.
Il terzo è citare la designazione ritirata del 2019. È un dettaglio che chi legge con attenzione nota subito.
Il quarto è promettere ricadute su PNRR o agende urbane. Non ne abbiamo trovate, e prometterle crea un problema quando qualcuno chiede il riferimento.
Il quinto è ignorare che la norma sta per essere rivista.
Dove operiamo
Lavoriamo su tutto il territorio nazionale, con sedi a Milano, Bologna, Roma e Brescia. Sugli enti territoriali alterniamo le giornate in sede alle attività a distanza per la parte documentale.
Domande frequenti
Chi si certifica, il comune o un’altra organizzazione?
La norma va attuata da un’organizzazione designata dalla comunità per stabilire il quadro organizzativo e fornire le risorse. Una comunità che lo fa da sé è considerata organizzazione.
Serve per il PNRR?
No. Non abbiamo trovato alcun atto ufficiale che la richieda o la premi in quel contesto.
Che differenza c’è con la ISO 37120?
Quella è un set di indicatori, non certificabile come sistema di gestione. Si usano insieme: questa governa, quella misura.
È accreditata?
Sì, lo schema figura fra quelli accreditati, con gli organismi accreditati sulla norma generale dei sistemi di gestione.
Conviene aspettare la nuova edizione?
Dipende dall’urgenza. La norma è stata classificata da rivedere nel 2026: chi parte adesso lo faccia sapendo che entro il primo triennio andrà affrontata una transizione.
Parliamo del tuo territorio
Ti diciamo in mezz’ora se questa norma risponde al tuo obiettivo, e che cosa non promette.
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Quanto costa certificarsi: come si forma il prezzo
Perché Emmess su questo schema
- Esperienza diretta su enti pubblici e società partecipate: società di infrastrutture, sport, enti parco. Sappiamo come si muove un ente.
- Sistemi di gestione integrati: qualità, ambiente, energia, anticorruzione. Su un ente la 37101 si innesta lì.
- Formazione del personale pubblico: è la parte che decide se il sistema sopravvive al cambio di amministrazione.
- Ti diciamo che non serve per il PNRR, invece di lasciartelo credere.
