UNI/PdR 49

Come si applica la ISO 26000 a un’impresa edile, e che cosa vale

La UNI/PdR 49 descrive la responsabilità sociale applicata al settore delle costruzioni: come un’impresa edile governa i temi sociali e ambientali del proprio operare, dal cantiere alla catena dei subappalti, in un settore dove il subappalto è la regola e non l’eccezione.

Su questa prassi conviene essere netti su che cosa vale e che cosa no, perché il valore certificativo non è quello di uno schema accreditato e va speso per quello che è. Resta uno strumento utile a chi lavora con committenze pubbliche o grandi general contractor che chiedono evidenze sociali strutturate, purché si sappia in partenza che cosa si sta comprando.

Che cosa facciamo, in concreto

Un’impresa di costruzioni che vuole lavorare sulla responsabilità sociale ha davanti un problema pratico: la norma internazionale di riferimento è generale e non si certifica. Questa prassi la traduce nel linguaggio del cantiere. Il nostro lavoro è farne uno strumento di governo, e dirti prima che cosa può e che cosa non può darti.

Il nostro intervento, in sei passi
Passo 1Mappa degli stakeholder Committenti, subappaltatori, lavoratori, comunità locali, enti di controllo: chi sono, che cosa si aspettano, quanto pesano.
Passo 2Analisi dei temi Declinazione dei temi fondamentali della responsabilità sociale sulle attività reali dell’impresa, dal cantiere agli acquisti.
Passo 3Integrazione nei processi Innestiamo la responsabilità sociale nei processi che già esistono — qualifica fornitori, gestione dei subappalti, sicurezza — invece di aggiungerne di nuovi.
Passo 4Indicatori Definiamo pochi indicatori misurabili: senza numeri il tema resta una dichiarazione di intenti.
Passo 5Comunicazione Impostiamo il modo di raccontarlo a committenti e stazioni appaltanti, con evidenze e non con affermazioni generiche.
Passo 6Mantenimento e passi successivi Ti aiutiamo a decidere se e quando passare a uno schema certificabile, che è il naturale seguito di questo lavoro.
Un punto da leggere bene: oggi nessun organismo è accreditato su questa prassi. Lo schema di accreditamento è stato aperto nel 2024, ma in banca dati non risultano né organismi né certificati. Se cerchi un titolo da spendere subito in gara, la strada è un’altra e te la indichiamo.

Che cos’è la UNI/PdR 49

La UNI/PdR 49:2018 contiene gli indirizzi applicativi della norma internazionale sulla responsabilità sociale al settore delle costruzioni. È stata sviluppata da UNI con l’associazione dei costruttori edili lombardi, e serve a tradurre i sette temi fondamentali della responsabilità sociale — governance, diritti umani, rapporti di lavoro, ambiente, corrette prassi gestionali, consumatori, coinvolgimento della comunità — in scelte concrete per un’impresa edile.

Il contenuto è essenzialmente una mappatura degli stakeholder tipici del settore e una guida a integrare la responsabilità sociale nei processi dell’impresa. È un lavoro utile, soprattutto per chi lavora molto con committenza pubblica e si trova a rispondere di condizioni di lavoro lungo tutta la filiera dei subappalti.

Che cosa vale, e che cosa no

Preferiamo dirlo prima di prendere l’incarico.

Qui va fatta una distinzione che quasi nessuno fa. Lo schema di accreditamento esiste: l’ente nazionale lo ha inserito nel 2024 nell’elenco degli schemi attivi, con certificazione a fronte della UNI/PdR 49:2018. Ma nessun organismo lo ha attivato: alla data di questa pagina le banche dati non riportano né organismi accreditati su questo schema né certificati emessi, e non risulta la circolare tecnica che di norma ne avvia l’accreditamento. In pratica, oggi un certificato accreditato UNI/PdR 49 non è ottenibile. Anche la norma italiana generale sulla responsabilità sociale, che ha raccolto l’eredità di un’altra prassi, non è certificabile, pur aprendo alla possibilità di audit di parte terza sul livello di maturità.

Non compare inoltre fra le certificazioni richieste o premiate nei bandi e nei criteri ambientali minimi del settore costruzioni: lì il campo è occupato da qualità, ambiente, sicurezza, energia, dichiarazioni ambientali di prodotto, contenuto di riciclato, BIM e parità di genere, con la responsabilità sociale in senso stretto che entra semmai attraverso altri schemi.

Sul quinquennio c’è un’ulteriore avvertenza. Le prassi di riferimento restano in vigore al massimo cinque anni, entro i quali diventano norme o sono ritirate; su questa, pubblicata nel 2018, l’indagine conoscitiva risulta avviata nel 2023 ma non siamo riusciti ad accertare l’esito. Prima di impostare un progetto verifichiamo lo stato sul catalogo UNI e te lo mettiamo per iscritto: è un controllo di cinque minuti che evita di lavorare su un documento superato.

Che cosa ti conviene fare, allora

Se l’obiettivo è organizzativo — mettere ordine nella filiera, governare i subappalti, prevenire problemi su condizioni di lavoro e comunità locali — questo percorso ha senso e costa poco.

Se l’obiettivo è spendibile, cioè un titolo che pesi in gara o in una qualifica di fornitura, allora la risposta è un’altra: SA8000 per la responsabilità sociale certificata di terza parte, la certificazione della parità di genere che ha una premialità di legge negli appalti, la ISO 45001 sulla sicurezza. Spesso il percorso migliore è usare questa prassi come analisi preliminare e poi andare su uno di quelli.

Quanto tempo serve

Per un’impresa di media dimensione, l’analisi e l’impianto richiedono da due a quattro mesi. È un percorso più breve di una certificazione proprio perché non c’è un audit di terza parte a chiudere il ciclo.

Quanto costa

La nostra consulenza si calcola a giornate. Un percorso completo richiede tipicamente da cinque a nove giornate.

Non c’è un costo di organismo di certificazione, perché non c’è certificazione. Se decidi un’attestazione volontaria di parte terza, va chiarito nero su bianco che non è accreditata. Per il mantenimento applichiamo un canone pari al una quota del costo di implementazione.

Gli errori che allungano i tempi

Il primo errore è presentarla come una certificazione. Non lo è, e un committente informato se ne accorge.

Il secondo è fermarsi al documento. Senza indicatori e senza evidenze in cantiere resta una relazione che nessuno legge.

Il terzo è escludere i subappaltatori dal perimetro. Nelle costruzioni la responsabilità sociale si gioca lì, non in sede.

Il quarto è non verificare lo stato della prassi prima di partire, vista la regola dei cinque anni.

Il quinto è usarla come sostituto di uno schema certificabile quando l’obiettivo è la gara. Sono due cose diverse e conviene sceglierne una consapevolmente.

Dove operiamo

Lavoriamo su tutto il territorio nazionale, con sedi a Milano, Bologna, Roma e Brescia. Alterniamo le giornate in sede e in cantiere alle attività a distanza per la parte documentale.

Domande frequenti

Posso certificarmi UNI/PdR 49?
In pratica no. Lo schema di accreditamento è stato aperto nel 2024, ma nessun organismo risulta accreditato e nessun certificato risulta emesso. Alcune attestazioni volontarie esistono, ma vanno presentate per quello che sono: non sono accreditate.

Vale nei bandi?
Non risulta fra le certificazioni richieste o premiate nei bandi e nei criteri ambientali minimi del settore. Se ti serve un titolo spendibile, ti indichiamo gli schemi che lo sono.

Che differenza c’è con SA8000?
SA8000 è uno standard privato certificabile da terza parte, con audit e sorveglianze. Questa è una guida applicativa non certificabile. Chi punta alla spendibilità va su SA8000.

Serve avere altri sistemi certificati?
No, ma chi ha già qualità, ambiente e sicurezza fa molta meno fatica, perché gran parte dei processi da presidiare esistono già.

È ancora in vigore?
È del 2018 e ricade nella regola dei cinque anni delle prassi di riferimento. Prima di impostare un progetto verifichiamo lo stato sul catalogo UNI: è un controllo che facciamo noi e che ti mettiamo per iscritto.

Parliamo della tua impresa

Ti diciamo in mezz’ora se questo percorso ti serve o se ti conviene puntare su uno schema certificabile e spendibile in gara.

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Quanto costa certificarsi: come si forma il prezzo

Perché Emmess su questo schema

  • Esperienza su SA8000 e responsabilità sociale: se il percorso giusto è un altro, te lo diciamo prima.
  • RSPP esterno e formatori qualificati in salute e sicurezza: nelle costruzioni è lì che la responsabilità sociale si misura.
  • Conosciamo gli appalti pubblici: sappiamo quali titoli pesano davvero in gara e quali no.
  • Verifichiamo lo stato della prassi prima di aprire il progetto, e te lo mettiamo per iscritto.

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