ISO 17100

Servizi di traduzione: la norma, e il nodo della traduzione automatica

La UNI EN ISO 17100:2017 fissa i requisiti dei servizi di traduzione: competenze documentate del traduttore, revisione bilingue obbligatoria da parte di un secondo traduttore, gestione del progetto e dei rapporti con il committente. È in vigore dal 9 novembre 2017 e recepisce la ISO 17100:2015 con l’emendamento del 2017.

Due cose vanno sapute prima di impostare un progetto. La norma esclude l’interpretariato e non copre i processi che usano traduzione automatica con revisione umana, di cui si occupa la ISO 18587. E in Italia lo schema di accreditamento figura fra quelli attivi, ma gli organismi accreditati non ci sono: le certificazioni che si vedono sul mercato sono in regime non accreditato o rilasciate da organismi esteri con schemi propri.

Che cosa facciamo, in concreto

Partiamo dall’obiettivo, perché su questa norma cambia tutto: se un capitolato chiede una «certificazione accreditata», quel requisito oggi in Italia non è soddisfabile, e te lo diciamo prima che tu risponda alla gara. Poi mappiamo il processo reale e lavoriamo sul punto in cui quasi tutti i fornitori sono scoperti: la revisione bilingue, che è un requisito e non una buona pratica, e che va documentata con nomi, competenze e tracce. Se una parte della produzione usa traduzione automatica, la portiamo sulla ISO 18587, che è la norma giusta. Non certifichiamo noi e non ti presentiamo come accreditato un certificato che non lo è.

Il nostro intervento, in sei passi
Passo 1Chiarimento dell’obiettivo. Se il certificato ti serve per una gara, leggiamo prima il capitolato: se chiede l’accreditamento, va gestito diversamente.
Passo 2Mappatura del processo. Ricostruiamo il flusso reale, dalla richiesta del cliente alla consegna, con i punti di controllo.
Passo 3Revisione bilingue. Impostiamo la revisione da parte di un secondo traduttore, che è il requisito più spesso mancante e il più costoso da introdurre.
Passo 4Competenze. Documentiamo qualifiche ed esperienza di traduttori e revisori, con le evidenze che l’audit chiede.
Passo 5Traduzione automatica. Se usi la traduzione automatica, separiamo quel flusso e lo impostiamo sui requisiti della norma dedicata al post-editing.
Passo 6Scelta della strada. Ti diciamo con onestà che l’accreditamento su questa norma non risulta attivo, e quali sono le alternative reali.
Su questa norma non risultano organismi accreditati in Italia: una certificazione sarebbe non accreditata o di organismo estero, e va presentata per quello che è.

Lo schema esiste, gli organismi accreditati no

Va detto subito perché cambia il modo di impostare il progetto. La UNI EN ISO 17100:2017 figura fra gli schemi di accreditamento attivi, con una scheda dedicata dell’ente nazionale. Ma non risulta nessun organismo accreditato e nessun certificato: la norma non compare nemmeno fra le voci selezionabili nella banca dati dei prodotti e servizi certificati.

Le certificazioni ISO 17100 che si vedono sul mercato italiano sono quindi rilasciate in regime non accreditato, oppure da organismi esteri con schemi propri. Sono legittime, ma se un capitolato chiede «certificazione accreditata» quel requisito, su questa norma, in Italia non è soddisfabile.

È il classico caso in cui il mercato chiede una cosa e l’infrastruttura di accreditamento non la offre. Meglio saperlo prima di rispondere a una gara.

Che cosa chiede la norma

In vigore dal 9 novembre 2017, recepisce la ISO 17100:2015 con l’emendamento del 2017. Chiede competenze documentate del traduttore, revisione obbligatoria da parte di un secondo traduttore — la revisione bilingue, che è il requisito che più spesso manca nei processi reali — gestione del progetto di traduzione, gestione delle risorse tecnologiche e delle informazioni del cliente.

Due esclusioni esplicite, e sono importanti. La norma non si applica all’interpretariato. E l’uso del prodotto grezzo della traduzione automatica e il post-editing restano fuori dal suo scopo.

Sulla revisione della norma: la ISO 17100 è marcata «da revisionare» dall’agosto 2025 e la seconda edizione è alla fase preparatoria, registrata a luglio 2025. Sono anni di distanza: fino ad allora si cita l’edizione 2017, e chi annuncia «la nuova ISO 17100 in arrivo» corre molto.

Il tema vivo: la traduzione automatica e la ISO 18587

Qui sta la domanda che i clienti fanno davvero nel 2026. Se il processo usa traduzione automatica con revisione umana, la ISO 17100 non lo copre: lo esclude dal proprio scopo.

La norma che se ne occupa è la ISO 18587:2017, sul post-editing dell’output di traduzione automatica, che definisce requisiti e competenze del post-editor. Due precisazioni. In Italia non è recepita: si acquista come documento ISO puro, quindi non si chiama «UNI EN ISO 18587». E non esiste alcuno schema di accreditamento su questa norma.

La 18587 è però più avanti nella revisione della 17100, segno che il tema è considerato urgente anche a livello internazionale.

Quanto costa

Per un fornitore di servizi linguistici strutturato la costruzione del sistema richiede tipicamente da sei a dodici giornate, secondo il numero di combinazioni linguistiche e la maturità dei processi. La parte che si sottovaluta è l’introduzione della revisione bilingue: non è documentale, cambia i costi di produzione.

Applichiamo la nostra tariffa giornaliera, con le spese a forfait, e un canone annuale di mantenimento.

Il costo dell’organismo dipende da chi scegli, dato che l’offerta accreditata non c’è. Chiedi che cosa attesta esattamente il certificato e su quale schema è rilasciato.

Gli errori che allungano i tempi

Il primo è rispondere a una gara dichiarando una certificazione accreditata. Su questa norma non risulta accreditamento in Italia, e la verifica è immediata.

Il secondo è saltare la revisione bilingue. È il cuore della norma, non un requisito accessorio.

Il terzo è far passare la traduzione automatica dentro il processo ISO 17100. La norma la esclude: serve un flusso separato sulla norma dedicata.

Il quarto è chiamarla UNI EN ISO 18587. In Italia quella norma non è recepita.

Il quinto è annunciare la nuova edizione della 17100. È alla fase preparatoria: anni, non mesi.

Dove operiamo

Lavoriamo dalle nostre quattro sedi — Milano, Bologna, Roma e Brescia — e su questo schema il lavoro è quasi interamente da remoto, perché il processo vive nei sistemi di gestione dei progetti e nelle memorie di traduzione, non in un capannone. È anche il caso in cui più spesso lavoriamo con fornitori e traduttori esterni distribuiti, ed è una condizione normale della norma, non un problema da risolvere.

Domande frequenti

Posso avere una ISO 17100 accreditata in Italia?
Oggi no. Lo schema figura fra quelli attivi, con una scheda dedicata dell’ente nazionale, ma non risultano organismi accreditati su questa norma. Le certificazioni in circolazione sono in regime non accreditato oppure emesse da organismi esteri con schemi propri: sono legittime, ma non soddisfano una clausola che chieda espressamente l’accreditamento.

Uso traduzione automatica con revisione umana: sono coperto dalla 17100?
No, la norma esclude quel processo dal proprio scopo. La norma che se ne occupa è la ISO 18587:2017, sul post-editing dell’output di traduzione automatica, che definisce requisiti del processo e competenze del post-editor. Se una parte della produzione funziona così, va dichiarata e coperta con la norma giusta.

La revisione la può fare il traduttore stesso, rileggendo?
No. La norma chiede una revisione bilingue fatta da una seconda persona, con competenze documentate, che confronti testo di partenza e testo di arrivo. È il requisito che manca più spesso nei processi reali, ed è il primo su cui si concentra un audit.

Sta per uscire una nuova ISO 17100?
Non a breve. La norma è marcata «da revisionare» dall’agosto 2025 e la seconda edizione è alla fase preparatoria, registrata a luglio 2025: sono anni di distanza. Fino ad allora si cita l’edizione 2017, e chi annuncia «la nuova ISO 17100 in arrivo» sta anticipando qualcosa che non è stato pubblicato.

Se la gara chiede l’accreditamento, il requisito non è soddisfabile

Lo schema esiste nella lista, ma non risulta nessun organismo accreditato e nessun certificato. Le certificazioni ISO 17100 in circolazione in Italia sono non accreditate o di organismi esteri. Meglio saperlo prima di rispondere a un capitolato.

Richiedi un preventivo Lascia il tuo numero: ti richiamiamo subito.

Oppure chiamaci ora: 02 4975 8283

Quanto costa certificarsi: come si forma il prezzo

Perché Emmess su questo schema

  • Leggiamo il capitolato prima di promettere un certificato: su questa norma la parola «accreditata» cambia tutto.
  • Lavoriamo sulla revisione bilingue, che è il requisito che manca più spesso e l’unico che cambia i costi di produzione.
  • Se usi la traduzione automatica, separiamo il flusso: la ISO 17100 la esclude dal proprio scopo.
  • Ti diciamo che la ISO 18587 in Italia non è recepita e non ha schema di accreditamento, invece di venderla come certificabile.

Pagine collegate