Certificazione EN 9100

Aerospazio e Difesa: entrare nella catena di fornitura e restarci

ISO 9100 non esiste: EN, AS, JISQ e la stessa identica norma

È la confusione più diffusa del settore, e vale la pena scioglierla subito. Non esiste nessuna «ISO 9100». Il documento è uno solo, elaborato dall’International Aerospace Quality Group, e viene pubblicato con sigle diverse a seconda dell’area geografica. I requisiti sono gli stessi e una certificazione rilasciata sotto una sigla è riconosciuta sotto le altre.

Una sola norma, quattro sigle
Europa
EN 9100
La sigla che vale per l’Italia e per il mercato europeo
Americhe
AS 9100
La sigla usata dai committenti statunitensi
Giappone e Cina
JISQ 9100 · SJAC 9100
Le declinazioni asiatiche della stessa norma
Requisiti identici: un certificato emesso sotto una sigla è riconosciuto sotto le altre. «ISO 9100» è un modo diffuso ma improprio di chiamarla, probabilmente per assonanza con la ISO 9001.

La norma contiene per intero la ISO 9001 e vi aggiunge i requisiti specifici dell’aeronautica, dello spazio e della difesa: gestione della configurazione, sicurezza del prodotto, prevenzione delle parti contraffatte, processi speciali, gestione dei rischi di progetto, puntualità delle consegne. Chi ha già un sistema ISO 9001 non riparte da zero: costruisce sopra. La revisione in vigore oggi è la EN 9100:2018.

9100, 9110 o 9120: tre norme per tre mestieri
Progettazione e produzione
EN 9100
Costruttori, officine di lavorazione, trattamentisti, costruttori di attrezzature
Manutenzione
EN 9110
Organizzazioni di manutenzione aeronautica
Distribuzione
EN 9120
Distributori e stockist di parti aeronautiche
Un’azienda che svolge più di una di queste attività può aver bisogno di più di una certificazione.

La EN 9100 è obbligatoria?

Per legge, no. Nessuna norma italiana o europea impone la certificazione EN 9100 per operare nel settore.

Nei fatti, quasi sempre sì. I grandi committenti dell’aeronautica, dello spazio e della difesa la richiedono come condizione per entrare nel proprio albo fornitori, e la richiedono a cascata anche ai sub-fornitori. Il risultato pratico è che senza certificazione non si viene invitati a offrire: non è un costo di conformità, è il biglietto d’ingresso a un mercato. È una differenza che conta anche nel modo di impostare il progetto: l’obiettivo non è «passare l’audit», è essere qualificati da un cliente.

Sta cambiando: dalla EN 9100 alla IA9100

L’IAQG sta rivedendo l’intera serie e le sigle nazionali confluiranno in una sola, IA9100, International Aerospace.

Al momento in cui scriviamo la nuova revisione non è ancora pubblicata. È attesa fra la fine del 2026 e il 2027, in scia alla revisione della ISO 9001, con un periodo di transizione previsto di circa tre anni; gli organismi di certificazione avranno poi bisogno di diversi mesi per accreditarsi sulla nuova revisione prima di poter emettere certificati aggiornati. Fino ad allora la EN 9100:2018 resta pienamente valida e i certificati in corso non perdono efficacia.

Le direzioni di lavoro sono note: più peso ai dati nella validazione dei processi e nel controllo delle caratteristiche critiche, controllo statistico e analisi dei sistemi di misura, considerazioni ambientali allineate alla ISO 14001, requisiti più stringenti lungo la catena di fornitura, e per la prima volta un capitolo consistente di cybersecurity.

Cosa conviene fare adesso: non aspettare. Chi si certifica oggi sulla EN 9100:2018 avrà tutto il periodo di transizione per adeguarsi; chi rimanda perde stagioni di gare mentre la norma cambia comunque. Nei progetti che avviamo ora impostiamo già raccolta dati, gestione dei fornitori e presidio informatico in modo che la transizione sia un aggiornamento e non un secondo progetto.

Chi rilascia il certificato: lo schema ICOP e il database OASIS

La 9100 non si certifica come una norma qualsiasi, ed è la ragione per cui l’iter dura più di una ISO 9001. Lo schema si chiama ICOP, Industry Controlled Other Party: è gestito a livello mondiale dall’IAQG, cioè dall’industria stessa, non da un ente generalista. In Italia gli organismi di certificazione sono accreditati da Accredia secondo la ISO/IEC 17021-1 e la serie UNI EN ISO 9104, che detta le regole aggiuntive dello schema aerospaziale. L’audit non può essere condotto da un auditor qualsiasi: serve un valutatore aerospaziale qualificato secondo le regole IAQG, e i tempi di audit sono fissati da regole di settore, non contrattati.

Il certificato viene poi caricato in OASIS, Online Aerospace Supplier Information System, il database ufficiale IAQG in cui i committenti di tutto il mondo verificano lo stato di certificazione di un fornitore. È il punto che molte aziende scoprono tardi: il valore commerciale della certificazione sta anche nell’esserci dentro, con i dati giusti — ragione sociale, siti, ambito, processi coperti. Un ambito scritto male in OASIS significa non comparire nelle ricerche dei potenziali clienti.

Lavorazioni in conto terzi, trattamenti e attrezzature

Non sono solo i costruttori a certificarsi. Buona parte delle aziende che accompagniamo sono officine meccaniche, trattamentisti, costruttori di attrezzature e utensili che lavorano per un committente aerospaziale e si trovano la EN 9100 richiesta dal contratto. Per queste realtà i punti che fanno la differenza fra un progetto riuscito e un audit sofferto sono sempre gli stessi:

  • Processi speciali — trattamenti termici e superficiali, saldatura, controlli non distruttivi: vanno qualificati, e va deciso se qualificarli internamente o affidarli a terzi già qualificati.
  • Tracciabilità — dal materiale in ingresso al pezzo consegnato, comprese le parti sospette di contraffazione.
  • First article inspection — la verifica del primo articolo è il documento su cui il cliente giudica se sapete fare quello che avete promesso.
  • Puntualità e qualità delle consegne, misurate: nell’aerospazio sono indicatori del sistema, non statistiche interne.
  • Gestione della configurazione, perché ogni modifica va tracciata e autorizzata.

Un’azienda di lavorazioni ben organizzata non è lontana dal traguardo quanto teme: quasi sempre fa già la maggior parte di queste cose, ma non le documenta in modo dimostrabile.

Quanto dura il percorso

Per un’azienda di dimensioni medie con una ISO 9001 già in funzione, dall’avvio all’audit di certificazione servono orientativamente dai quattro ai sei mesi. Il vincolo non è la scrittura del sistema: sono i dati. Lo schema richiede di dimostrare che il sistema funziona, con indicatori, riesami e un ciclo di audit interni già svolti, e il tempo per raccoglierli non si comprime. È la ragione per cui partire prima conta più di correre dopo.

Come lavoriamo, in nove passi

  1. Ricerca di bandi e finanziamenti — prima di ogni altra cosa verifichiamo, gratuitamente, quali bandi, contributi e forme di finanziamento a fondo perduto sono disponibili per il vostro progetto. Va fatto per primo perché può cambiare la convenienza dell’intera operazione, e perché molte scadenze non aspettano
  2. Analisi del divario — confronto fra ciò che l’azienda fa già e ciò che la norma chiede, sito per sito e processo per processo
  3. Definizione dell’ambito — cosa mettere dentro il certificato: è la decisione che comparirà in OASIS e che i clienti leggeranno
  4. Scelta dell’organismo — analisi del mercato e selezione dell’ente più adatto alla realtà aziendale
  5. Costruzione del sistema — documentazione originale, modellata sui processi esistenti
  6. Processi speciali e first article — la parte tecnica vera, dove si vincono o si perdono gli audit
  7. Formazione delle persone — chi esegue deve sapere perché, altrimenti il sistema regge solo finché c’è il consulente
  8. Audit interni e riesame — la prova generale, con i dati che l’auditor chiederà
  9. Audit di certificazione — siamo presenti in azienda durante la verifica e restiamo al fianco per le eventuali azioni correttive
Dopo il certificato il lavoro non finisce: sorveglianze annuali, rinnovo a tre anni e presidio dei dati in OASIS.

Quanto costa la certificazione EN 9100

Non esiste un listino, e chi vi dà una cifra al telefono senza aver visto nulla la sta indovinando. Il costo si compone di due voci separate: le giornate dell’organismo di certificazione — che nello schema aerospaziale sono fissate dalle regole IAQG e non si contrattano, ed è il motivo per cui una EN 9100 costa più di una ISO 9001 a parità di dimensione — e la consulenza, che varia molto a seconda di quanto sistema esiste già in azienda.

Come si forma quel numero, che cosa lo fa salire o scendere, come si sceglie l’organismo di certificazione e perché non percepiamo nulla da nessun ente: lo abbiamo scritto per esteso in quanto costa certificarsi. Vale la pena leggerlo prima di confrontare due offerte.

Dove operiamo

Seguiamo progetti EN 9100 in tutta Italia, con sedi a Milano, Bologna, Roma, Brescia e Chiari e consulenti che operano anche presso la sede del cliente, incluse le giornate di audit. Interveniamo in trasferta con la stessa continuità nei distretti aerospaziali del Nord-Ovest e del Sud.

Domande frequenti

Esiste la certificazione ISO 9100? No. La sigla corretta è EN 9100 in Europa, AS 9100 nelle Americhe, JISQ 9100 in Giappone. È la stessa norma, elaborata dall’IAQG, pubblicata con nomi diversi.

La EN 9100 è obbligatoria per legge? No, ma è richiesta contrattualmente dalla quasi totalità dei committenti dell’aeronautica, dello spazio e della difesa come condizione per entrare nell’albo fornitori. Senza, in pratica non si viene invitati a offrire.

Serve avere già la ISO 9001? Non è un prerequisito formale, perché la EN 9100 contiene già per intero la ISO 9001 e può essere certificata da sola. Ma chi ha un sistema ISO 9001 in funzione parte molto avanti, sia sui tempi sia sull’impegno richiesto.

Qual è la differenza fra 9100, 9110 e 9120? La 9100 si applica a chi progetta e produce, la 9110 alle organizzazioni di manutenzione, la 9120 a distributori e stockist. Un’azienda che fa più cose può aver bisogno di più di una.

Che cos’è OASIS e devo entrarci? OASIS è il database ufficiale IAQG dove sono registrate le organizzazioni certificate e i loro certificati. È lì che i committenti verificano un fornitore. Il caricamento avviene tramite l’organismo di certificazione, ma i dati vanno controllati: un ambito descritto male vale una vetrina spenta.

Quanto tempo serve per certificarsi? Orientativamente dai quattro ai sei mesi per un’azienda di dimensioni medie con ISO 9001 già attiva. Il vincolo non è scrivere il sistema ma raccogliere i dati di funzionamento — indicatori, riesami, audit interni — che l’auditor deve poter vedere.

Devo aspettare la nuova revisione IA9100? No. Alla data in cui scriviamo non è ancora pubblicata, la EN 9100:2018 è pienamente valida ed è previsto un periodo di transizione di circa tre anni dalla pubblicazione. Rimandare significa perdere stagioni commerciali.

Esistono contributi o finanziamenti per certificarsi? Sì, e capita spesso che coprano una parte rilevante della spesa. Fra bandi camerali e regionali, misure nazionali e strumenti dedicati alle PMI, molti progetti di certificazione rientrano fra le spese ammissibili. La ricerca la facciamo noi, gratuitamente e prima di iniziare: verifichiamo che cosa è aperto, che cosa è compatibile con il vostro progetto e quali sono le scadenze. Non promettiamo l’esito, che dipende dal bando e dalla graduatoria, ma è un passaggio che non va saltato — e che spesso cambia il conto finale.

Posso usare il logo EN 9100 sul mio sito? L’uso dei marchi di certificazione è regolato dall’organismo che ha emesso il certificato e dalle regole di Accredia: si usa il marchio dell’organismo secondo il suo regolamento, non un generico «logo EN 9100». Vi indichiamo cosa potete e non potete mettere su sito, carta intestata e prodotti.

Vi serve la EN 9100?

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Perché Emmess su questa norma

  • Consulenti senior, con esperienza in realtà multinazionali e provenienza da enti di certificazione
  • Documentazione originale, modellata sui vostri processi, non modelli riadattati
  • Selezione dell’organismo di certificazione più adatto alla vostra realtà
  • Presenza in azienda durante l’audit di certificazione
  • Preventivi senza voci nascoste, contratti a obiettivo
  • Percorsi dedicati alle PMI e ricerca di finanziamenti per le attività richieste

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