Ogni mese, insieme ai contributi, la tua azienda versa all’INPS lo 0,30% delle retribuzioni. È il contributo integrativo per l’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria, previsto dall’art. 25 della legge 845/1978. Lo versi comunque, che tu lo usi o no.
Se scegli un fondo interprofessionale, quella somma torna alla tua azienda sotto forma di formazione per i tuoi dipendenti. Se non lo scegli, resta all’INPS.
Non è un bando, non è un incentivo a sportello, non c’è una graduatoria da vincere: sono soldi tuoi che hai già versato.
Che cosa sono i fondi interprofessionali
I fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua sono organismi costituiti dalle associazioni dei datori di lavoro e dai sindacati, previsti dall’art. 118 della legge 388/2000. Raccolgono il gettito dello 0,30% delle aziende che vi aderiscono e lo restituiscono finanziando piani formativi per i lavoratori.
Sono autorizzati e vigilati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (art. 9, comma 1, lettera n del D.Lgs. 150/2015). Fino al 29 febbraio 2024 la vigilanza era di ANPAL: l’Agenzia è stata soppressa dal 1° marzo 2024 con il DPCM 22 novembre 2023 n. 230 e le sue funzioni sono passate al Ministero.
Lo 0,30%: come funziona davvero
| Quanto | 0,30% delle retribuzioni lorde, dedotti i costi amministrativi |
| A chi lo versi | INPS, con i contributi mensili |
| Con quale norma | art. 25 legge 845/1978 |
| Come lo destini a un fondo | flusso UNIEMENS, indicando il codice di adesione del fondo scelto |
| Quanto costa aderire | nulla: il contributo è già dovuto |
| Si può cambiare fondo | sì, l’adesione è volontaria e revocabile |
L’adesione non aggiunge un euro al costo del lavoro. Sposta soltanto la destinazione di un contributo che l’azienda paga comunque.
I fondi interprofessionali autorizzati
Sono venti i fondi operativi (più uno, Fondo Dirigenti PMI, in liquidazione). Ogni fondo ha un proprio codice di adesione da indicare nel flusso UNIEMENS.
| Fondo | Codice INPS | Da chi nasce |
|---|---|---|
| Fondimpresa | FIMA | industria, il fondo più grande |
| For.Te. | FITE | terziario, commercio, servizi |
| FonARCom | FARC | PMI del terziario e artigianato |
| Fondartigianato | FART | imprese artigiane |
| Fon.Coop | FCOP | cooperative e imprese sociali |
| Fapi | FAPI | piccole e medie imprese |
| Fondirigenti | FDIR | dirigenti dell’industria |
| Fondir | FODI | dirigenti del terziario |
| FondItalia | FEMI | tutti i settori |
| Fondoprofessioni | FPRO | studi professionali |
| Fonservizi | FPSI | servizi pubblici industriali |
| Fonter | FTUS | turismo e terziario |
| For.agri | FAGR | agricoltura |
| Fond.E.R. | FREL | enti religiosi e non profit |
| FormAzienda | FORM | tutti i settori |
| Fondolavoro | FLAV | tutti i settori |
| Fondo Conoscenza | FCON | multisettoriale |
| Fondoformazione | FFOR | tutti i settori |
| Fondo Innova | FINN | innovazione |
| Fba | FBCA | banche e assicurazioni |
Tre fondi non sono operativi: Fon.In.Coop, FondAgri, Fondazienda.
Attenzione a come si legge quella terza colonna. Dice da quali associazioni il fondo è nato, non a chi è riservato. La maggior parte dei fondi accetta aziende di qualunque settore: capita spesso di costruire piani formativi per una s.r.l. su un fondo di matrice cooperativa, o per un’impresa di servizi su un fondo nato nell’industria. Solo alcuni hanno un ambito statutario stretto — quelli dei dirigenti, quello degli enti religiosi, quello di banche e assicurazioni.
La scelta del fondo, quindi, non si fa sul codice ATECO ma su tre cose concrete: quanto vi restituisce del contributo versato, come funzionano i suoi canali di finanziamento e quali attività ammette. È esattamente il ragionamento che facciamo insieme a voi.
Lavoro in somministrazione: Forma.Temp
Se la vostra azienda impiega lavoratori in somministrazione, il canale non è un fondo interprofessionale ma un fondo bilaterale: Forma.Temp, alimentato dal contributo che le agenzie per il lavoro versano sulle retribuzioni dei somministrati.
Finanzia la formazione dei lavoratori somministrati e dei candidati: formazione di base, professionale, obbligatoria in materia di salute e sicurezza, e i percorsi legati alle politiche attive. Le regole sono quelle del Vademecum di Forma.Temp, aggiornato più volte anche nel 2026.
Emmess è ente di formazione iscritto a Forma.Temp, oltre che accreditata presso i fondi interprofessionali: significa che possiamo seguire l’azienda su entrambi i fronti, senza doverla mandare da qualcun altro quando il lavoratore è somministrato invece che assunto diretto.
Hai due anni per usare i tuoi soldi
Questo è il punto che quasi nessuno spiega, ed è quello che costa di più.
I fondi accantonano una quota del contributo su un conto aziendale, che l’impresa gestisce da sé. In Fondimpresa si chiama Conto Formazione ed è pari al 70% del contributo versato, elevabile all’80% su richiesta dell’azienda, opzione revocabile in qualsiasi momento. La parte restante alimenta il Conto di Sistema, il conto collettivo con cui il fondo finanzia gli Avvisi aperti a tutte le aziende aderenti.
E qui arriva la parte che conviene sapere prima: le risorse accantonate sul conto aziendale vanno utilizzate entro i due anni successivi a quello di accreditamento. Quello che non usi non resta lì ad accumularsi: viene trasferito al Conto di Sistema, cioè finanzia la formazione di qualcun altro.
Ogni anno molte aziende aderenti lasciano scadere il proprio conto senza accorgersene. Non perché non abbiano bisogno di formazione — la sicurezza sul lavoro, l’HACCP, la privacy sono obbligatorie e le fanno comunque — ma perché le pagano di tasca propria mentre il conto, intanto, matura e scade.
Le percentuali e i termini indicati sono quelli di Fondimpresa. Ogni fondo ha un proprio regolamento: quote, scadenze e canali di finanziamento cambiano da fondo a fondo.
Aderire è obbligatorio?
No. L’adesione a un fondo interprofessionale è volontaria e revocabile. Obbligatorio è il versamento dello 0,30%, che avviene comunque. La scelta riguarda solo dove farlo finire: nel bilancio generale dell’INPS oppure su un conto che puoi spendere in formazione per i tuoi dipendenti. Si può aderire in qualsiasi momento e si può cambiare fondo.
Che cosa cambia nel 2026
Il quadro regolatorio dei fondi è stato riscritto quest’anno. Con il decreto direttoriale n. 8 del 9 gennaio 2026 il Ministero del Lavoro ha adottato le nuove Linee Guida in materia di attivazione, funzionamento e vigilanza dei fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua, che hanno sostituito l’impianto precedente basato sulla circolare ANPAL del 2018.
Quelle Linee Guida sono state aggiornate e sostituite dal decreto direttoriale n. 227 dell’11 maggio 2026, con quattro allegati tecnici: standard di funzionamento con requisiti, indici e soglie minime; schema di regolamento generale; schema di rendiconto finanziario per cassa; sistema informativo integrato di monitoraggio e vigilanza.
Per l’azienda aderente il meccanismo di base non cambia: il contributo è lo stesso, l’adesione resta volontaria. Cambiano gli standard richiesti ai fondi e ai soggetti che erogano la formazione — e cambia, di conseguenza, quanto conta scegliere un attuatore in regola.
Quale formazione puoi finanziare
Con i fondi interprofessionali si finanzia la formazione continua dei lavoratori dipendenti. In pratica quasi tutto quello che un’azienda deve o vuole fare:
- salute e sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/2008: lavoratori, preposti, dirigenti, RLS, RSPP, antincendio, primo soccorso, aggiornamenti
- igiene degli alimenti e HACCP, per chi produce, trasforma, somministra
- privacy e protezione dei dati, per incaricati, referenti e titolari del trattamento
- ambiente, gestione dei rifiuti, emissioni, adempimenti autorizzativi
- sistemi di gestione e certificazioni: qualità, ambiente, sicurezza, anticorruzione, sicurezza delle informazioni, parità di genere
- formazione tecnica e di settore: farmaceutico e medicale, ferroviario, automotive
- formazione manageriale e organizzativa, su progetti costruiti sull’azienda
Sono ammissibili anche i costi di progettazione e rendicontazione del piano formativo: non solo le ore d’aula.
Come lavoriamo
Emmess è ente formativo accreditato presso tutti i fondi interprofessionali — non presso uno solo, come accade alla maggior parte delle società di consulenza. È una differenza pratica, non una formalità: significa che non dobbiamo convincerti che il fondo giusto è quello con cui lavoriamo noi, perché lavoriamo con tutti.
- Verifichiamo la vostra posizione. Siete già aderenti? A quale fondo? Quanto avete accantonato e quanto sta per scadere? È la prima domanda, e spesso la risposta sorprende.
- Analizziamo il fabbisogno formativo, incrociando obblighi di legge, scadenze degli attestati e obiettivi aziendali.
- Individuiamo il fondo giusto per il vostro settore, la vostra dimensione e il tipo di formazione che vi serve. Se non siete aderenti, vi seguiamo nell’adesione.
- Progettiamo il piano formativo secondo il regolamento del fondo scelto.
- Eroghiamo la formazione con i nostri docenti qualificati, in aula, in azienda o a distanza.
- Gestiamo la rendicontazione fino alla chiusura del piano.
Progettazione e rendicontazione comprese, l’intervento è a carico del fondo.
Domande frequenti
Quanto costa il servizio?
Non esiste un listino, e chi vi dà una cifra al telefono senza aver visto nulla la sta indovinando. Qui non c'è alcun organismo terzo da pagare: il costo è tutto consulenza, e dipende da due cose, l'ampiezza dell'incarico — quanti piani formativi, quante persone da formare, per quanto tempo — e lo stato di partenza, cioè se siete già aderenti a un fondo e che cosa avete già accantonato. Come si forma quel numero lo abbiamo scritto per esteso in quanto costa certificarsi; per la vostra situazione serve un numero vero, quindi richiedete un preventivo.
Che cosa sono i fondi interprofessionali?
Sono organismi paritetici costituiti da associazioni datoriali e sindacali, previsti dall’art. 118 della legge 388/2000, che finanziano la formazione continua dei lavoratori dipendenti usando il contributo dello 0,30% sulle retribuzioni che le aziende versano all’INPS.
Quanto costa aderire a un fondo interprofessionale?
Nulla. Il contributo dello 0,30% è già dovuto per legge: aderendo si sceglie soltanto di destinarlo a un fondo invece di lasciarlo all’INPS.
Quali sono i fondi interprofessionali?
I fondi operativi sono venti, ciascuno con un proprio codice di adesione INPS. I principali sono Fondimpresa per l’industria, For.Te. per il terziario, FonARCom e Fapi per le PMI, Fondartigianato per l’artigianato, Fon.Coop per le cooperative, Fondoprofessioni per gli studi professionali. L’elenco completo è nella tabella qui sopra.
L’adesione a un fondo interprofessionale è obbligatoria?
No, è volontaria e revocabile. Obbligatorio è il versamento dello 0,30%, che avviene comunque.
Che differenza c’è fra conto formazione e conto di sistema?
Il conto formazione è il conto della singola azienda, alimentato da una quota del contributo versato, che l’impresa usa per i propri piani formativi. Il conto di sistema è il conto collettivo del fondo, con cui vengono finanziati gli Avvisi aperti a tutte le aziende aderenti.
Che cosa succede se non uso le risorse accantonate?
Le risorse hanno una scadenza. In Fondimpresa vanno utilizzate entro i due anni successivi a quello di accreditamento; oltre quel termine vengono trasferite al conto di sistema e non sono più a disposizione dell’azienda. Ogni fondo ha le proprie regole: è la prima cosa da verificare.
Devo per forza scegliere il fondo del mio settore?
Quasi mai. La maggior parte dei fondi accetta aziende di qualunque settore, a prescindere dal codice ATECO: un fondo nato in ambito cooperativo può finanziare i piani di una s.r.l., e uno nato nell’industria quelli di un’impresa di servizi. Fanno eccezione i fondi con un ambito statutario stretto, come quelli dei dirigenti, degli enti religiosi e di banche e assicurazioni. Conta molto di più come il fondo restituisce le risorse e quali attività ammette.
Posso finanziare la formazione obbligatoria sulla sicurezza?
Sì. La formazione ai sensi del D.Lgs. 81/2008 è fra le più finanziate dai fondi.
Quanto avete accantonato?
Diteci a quale fondo aderite e da quanto tempo: vi diciamo che cosa avete sul conto formazione, quanto sta per scadere e quale formazione ci potete finanziare. Se non siete ancora aderenti, vi seguiamo nell’adesione. La verifica non ha alcun costo e non vi impegna a nulla.
Lascia il tuo numero:
ti richiamiamo subito.
Oppure chiamaci ora: 02 4975 8283
In sintesi
- Lo 0,30% lo versi comunque: aderire non costa nulla
- Venti fondi operativi, ciascuno con proprie regole
- Le risorse accantonate scadono dopo due anni
- Adesione volontaria e revocabile, si può cambiare fondo
- Quasi sempre si può scegliere un fondo di un altro settore
- Emmess è accreditata presso tutti i fondi e iscritta a Forma.Temp
- Progettazione e rendicontazione sono a carico del fondo
Iscritti a Forma.Temp

E accreditati presso tutti i fondi interprofessionali




















