Certificazione ISO 45001
La consulenza Emmess per la sicurezza sul lavoro
La ISO 45001 è la norma internazionale che stabilisce i requisiti di un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro. La certificazione ISO 45001 attesta che l’azienda governa la sicurezza per processi, con ruoli definiti, obiettivi misurabili e verifiche periodiche.
Emmess segue l’intero percorso: analisi iniziale, progettazione del sistema, formazione delle persone, audit interni e assistenza durante la verifica dell’organismo di certificazione. Il rapporto non si chiude con il rilascio del certificato, poiché è negli anni successivi che il sistema deve dimostrare di funzionare.
Lavoriamo con organizzazioni di ogni dimensione: dalla piccola impresa di cinque addetti al gruppo con oltre dodicimila dipendenti.
No. Nessuna legge italiana la impone: l’obbligo riguarda infatti la sicurezza, non il certificato. Sul mercato, però, la certificazione ISO 45001 si comporta ormai come un requisito in tre situazioni.
Formalmente resta quindi volontaria, ma chi ne fa a meno perde gare, punteggi e sconti.
Fino al 2025 l’art. 30, comma 5 del D.Lgs. 81/2008 riconosceva la presunzione di conformità del modello di organizzazione e gestione a due soli riferimenti: le Linee guida UNI-INAIL del 2001 e il British Standard OHSAS 18001:2007, norma ritirata da anni.
L’art. 10 del D.L. 159/2025, convertito con la Legge 198/2025, ha sostituito quel riferimento obsoleto con la UNI EN ISO 45001:2023 + A1:2024. Il comma 5 stabilisce oggi che i modelli conformi alle Linee guida UNI-INAIL o alla nuova norma «si presumono conformi ai requisiti di cui al presente articolo per le parti corrispondenti».
Il risultato è concreto. Un sistema certificato secondo la ISO 45001, e realmente attuato, costituisce la base che la legge riconosce al modello organizzativo con efficacia esimente ai sensi del D.Lgs. 231/2001, per i reati di omicidio colposo e lesioni gravi commessi con violazione delle norme antinfortunistiche. Resta una presunzione relativa, e il sistema deve restare vivo e documentato. Sposta però l’onere della prova, e non è poco.
Un sistema di gestione certificato secondo la ISO 45001 rientra tra gli interventi di tipo A del modello OT23, e ne basta quindi uno solo per ottenere la riduzione del tasso medio di tariffa. La domanda si presenta entro il 28 febbraio di ogni anno.
| Lavoratori-anno | Riduzione del tasso medio |
|---|---|
| fino a 10 | 28% |
| da 10,01 a 50 | 18% |
| da 50,01 a 200 | 10% |
| oltre 200 | 5% |
L’art. 106, comma 8 del D.Lgs. 36/2023 e l’Allegato II.13 riconoscono una riduzione fino al 20% della garanzia per la partecipazione, nella misura stabilita dai documenti di gara. La riduzione si cumula inoltre con le altre previste dalla norma, a partire dal 30% legato alla ISO 9001.
Meno eventi significa meno fermi impianto, meno contenzioso e premi assicurativi più bassi. È il ritorno meno appariscente e, nel medio periodo, il più consistente.
1Analisi iniziale
Confrontiamo quello che l’azienda già fa con i requisiti della norma. Ti consegniamo un documento con le lacune, le priorità e una stima realistica di tempi e impegno interno.
2Contesto e parti interessate
Chi influenza la sicurezza e chi ne è influenzato. Dall’amendment A1:2024 rientra qui anche il cambiamento climatico.
3Rischi e opportunità
Valutazione raccordata con il DVR esistente, senza duplicare documenti già in azienda.
4Progettazione del sistema
Politica, ruoli, obiettivi, procedure operative, gestione delle emergenze e consultazione dei lavoratori: è su quest’ultimo requisito che cadono più aziende.
5Formazione e coinvolgimento
Non solo la formazione obbligatoria: le persone devono capire che cosa cambia nel loro lavoro quotidiano.
6Audit interni e riesame
Condotti con Lead Auditor qualificati presso organismi riconosciuti, con la direzione al tavolo.
7Audit di certificazione
Ti assistiamo durante lo Stage 1 e lo Stage 2 dell’organismo accreditato.
8Mantenimento
Audit di sorveglianza annuali, aggiornamento del sistema e supporto per il modello OT23.
Per una PMI il percorso richiede in genere dai due ai cinque mesi, dalla gap analysis all’audit di certificazione. La durata dipende dalla complessità dei processi, dal numero di sedi e dal livello di partenza: chi ha già una ISO 9001 o un modello 231 parte molto avanti.
Le voci di spesa sono due e vanno tenute distinte.
Diffida di chi ti indica un prezzo prima di aver visto l’azienda. Noi lavoriamo al contrario: una chiamata di trenta minuti, se serve una gap analysis, poi un preventivo scritto con le giornate previste, i nomi di chi le eroga e l’elenco di cosa consegniamo.
Perché le giornate dell’ente non si contrattano, che cosa fa salire o scendere il nostro preventivo, come si sceglie l’organismo di certificazione e perché non percepiamo nulla da nessun ente: lo abbiamo scritto per esteso in quanto costa certificarsi. Vale la pena leggerlo prima di confrontare due offerte.
Abbiamo cinque sedi in Italia: Milano (Via Palmanova 67), Bologna (Viale Angelo Masini 12/14), Roma (Via Ostiense 131/L), Brescia (Via Fratelli Ugoni 36) e Chiari (Piazza Cavour 2-3). All’estero siamo presenti con la sede di Lugano e con gli uffici commerciali di Parigi e Barcellona.
Facciamo in azienda i sopralluoghi, gli audit e la formazione in aula. Il resto lo gestiamo da remoto, così eviti costi di trasferta inutili.
No. Il documento di valutazione dei rischi resta infatti un obbligo di legge e va tenuto aggiornato. La ISO 45001 lo integra in un sistema di gestione più ampio, ma non lo assorbe.
La OHSAS 18001 è stata ritirata nel 2021 e non è più certificabile. La ISO 45001, invece, ha adottato la struttura comune delle norme ISO, ha rafforzato il ruolo dell’alta direzione, ha introdotto l’analisi del contesto e ha reso centrale la consultazione dei lavoratori. Dal 2026 è anche la norma citata nell’art. 30 del D.Lgs. 81/2008 al posto della OHSAS.
È una modifica applicata a tutte le principali norme sui sistemi di gestione. Chiede all’organizzazione di valutare se il cambiamento climatico sia un tema rilevante per il proprio contesto e per le parti interessate. Non serve un sistema nuovo: serve documentare la valutazione.
No. La revisione è in corso e ISO prevede la nuova edizione intorno al 2027. I certificati emessi oggi restano validi e la transizione avverrà con il consueto periodo di adeguamento pluriennale. Rinviare significa quindi solo rinunciare per due anni ai benefici INAIL, alle gare e alla copertura dell’art. 30.
Sì, ed è la scelta che consigliamo quando l’azienda ha o vuole più certificazioni: struttura comune, un solo manuale, audit integrati, meno giornate di verifica e meno lavoro interno duplicato.
Consulenti senior con qualifica di Lead Auditor e formatori qualificati per la salute e sicurezza sul lavoro. Il referente che leggi in offerta è quello che trovi in azienda.
Un consulente senior valuta la vostra situazione e vi dice che cosa serve davvero, prima di qualsiasi preventivo.
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