ISO 21401

Il sistema di gestione per alberghi e strutture turistiche

La ISO 21401 è la norma di sistema per la sostenibilità delle strutture ricettive: alberghi, villaggi, residence. Copre le tre dimensioni insieme — ambientale, sociale ed economica — con requisiti concreti su consumi, rifiuti, acquisti, rapporto con il territorio e condizioni di lavoro.

Lo schema è accreditato, e va distinta da una norma di sistema una semplice etichetta di sostenibilità: la differenza conta quando il certificato deve essere speso con tour operator, portali di prenotazione o committenze pubbliche. Esiste inoltre un fondo per il turismo sostenibile che finanzia questi percorsi, ed è spesso il motivo per cui una struttura decide di partire adesso.

Che cosa facciamo, in concreto

Una struttura ricettiva che vuole certificarsi sulla sostenibilità ha davanti almeno tre strade diverse, e sceglierne una a caso costa tempo e soldi. Il nostro lavoro comincia da lì: capire che cosa ti chiede il mercato a cui ti rivolgi, e poi costruire il sistema.

Il nostro intervento, in sei passi
Passo 1Scelta dello strumento Sistema di gestione, etichetta ambientale di prodotto o entrambi: dipende da chi ti guarda. I tour operator e le grandi catene chiedono cose diverse.
Passo 2Analisi delle tre dimensioni La norma chiede requisiti ambientali, sociali ed economici insieme: non è solo risparmio energetico e raccolta differenziata.
Passo 3Fornitori e territorio Impostiamo acquisti, rapporti con la comunità locale e valorizzazione del territorio: è la parte che distingue una struttura sostenibile da una che risparmia.
Passo 4Personale Formazione e condizioni di lavoro: nella ricettività la dimensione sociale pesa, e in audit si guarda.
Passo 5Indicatori Consumi per presenza, rifiuti, acqua, acquisti locali: pochi numeri, misurati bene, che servono anche in comunicazione.
Passo 6Audit e mantenimento Ti affianchiamo in verifica, gestiamo i rilievi e teniamo il sistema negli anni.
Un punto che vale soldi: il Fondo per il turismo sostenibile finanzia le spese di certificazione, e questa norma è fra quelle ammesse. Il 20% delle risorse del fondo è destinato proprio alle certificazioni.

Che cos’è la ISO 21401

La ISO 21401 specifica i requisiti ambientali, sociali ed economici per un sistema di gestione della sostenibilità nelle strutture ricettive turistiche. Si applica a qualsiasi struttura, indipendentemente da tipo, dimensione e luogo. In Italia il riferimento vigente è UNI ISO 21401:2019+A1:2024, in vigore dal 16 ottobre 2024, che incorpora l’emendamento sui temi climatici: la versione senza emendamento è stata ritirata.

L’impianto a tre dimensioni è la sua caratteristica: non è una norma ambientale con qualche aggiunta, chiede insieme presidio ambientale, condizioni sociali e sostenibilità economica dell’attività. È il motivo per cui funziona bene su strutture che hanno un rapporto forte con il territorio.

Lo schema è accreditato

La certificazione è rilasciata da organismi accreditati sulla norma generale dei sistemi di gestione, e lo schema figura fra i servizi accreditati con natura volontaria. È un vantaggio da usare: quando l’accreditamento esiste, chiederlo distingue un certificato spendibile da uno che vale poco, e nel turismo il tema delle etichette autoprodotte è particolarmente sentito.

Il Fondo per il turismo sostenibile: qui c’è il contributo

È la ragione principale per cui molte strutture ci arrivano. Il Fondo per il turismo sostenibile è stato istituito dalla legge di bilancio per il 2023, con una dotazione di 5 milioni per il 2023 e 10 milioni per ciascuno degli anni successivi. Il decreto ministeriale del 22 marzo 2023 ne ha definito le modalità di riparto e, all’articolo 4, ha elencato le certificazioni le cui spese sono ammesse a finanziamento.

In quell’elenco ci sono, oltre a questa norma, l’Ecolabel UE, la registrazione EMAS, la norma sugli eventi sostenibili, la ISO 14001, quella sui servizi degli stabilimenti balneari e la ISO 50001. Il decreto destina il 20% delle risorse alle certificazioni e l’80% agli interventi. L’attuazione è passata da un avviso pubblico del maggio 2023.

Sull’importo del voucher circolano cifre che non abbiamo potuto verificare sul testo dell’avviso: prima di metterlo a budget lo controlliamo insieme. Le finestre di questi avvisi sono strette, e la verifica va fatta prima di firmare contratti.

Norma di sistema o etichetta? La differenza che conta

L’Ecolabel UE per il servizio di ricettività è un’etichetta ambientale di prodotto: fissa criteri prestazionali che la struttura deve rispettare, e il marchio si può esporre. I criteri attuali sono validi fino al 31 dicembre 2027 ed è in corso la loro revisione.

Questa norma è invece un sistema di gestione: certifica come governi la sostenibilità, non il raggiungimento di soglie prestazionali. Sono strumenti diversi e non equivalenti, ed entrambi sono ammessi dal fondo. La scelta dipende da che cosa ti serve: un marchio da comunicare al cliente finale, oppure una struttura organizzativa da mostrare a tour operator e committenti.

Una precisazione che facciamo controcorrente: si legge spesso che questa norma sia «allineata» o «equivalente» ai criteri GSTC per il turismo sostenibile. Abbiamo controllato l’elenco degli standard riconosciuti da quell’organismo: questa norma non c’è, e non c’è nemmeno l’Ecolabel UE. L’analogia riguarda solo l’impianto a tre dimensioni. Se il tuo interlocutore chiede espressamente uno standard riconosciuto GSTC, questa non è la risposta.

Quanto tempo serve

Per una struttura singola servono da tre a cinque mesi. Per una catena o un gruppo con più strutture, da sei a nove, perché va costruito un impianto comune che regga su realtà con caratteristiche diverse.

La parte che allunga i tempi non è la documentazione: è raccogliere i dati di consumo per presenza su un periodo sufficiente. Chi ha già una contabilità energetica parte molto avanti.

Quanto costa

La nostra consulenza si calcola a giornate. Una struttura singola richiede tipicamente da cinque a nove giornate; un gruppo con più strutture si dimensiona sul numero di sedi.

Il costo dell’organismo è separato e va chiesto direttamente. Il conto va poi rifatto al netto del contributo del fondo, quando è aperto: è la ragione per cui il calendario del progetto va costruito sulle finestre dell’avviso. Per il mantenimento applichiamo un canone pari al una quota del costo di implementazione.

Gli errori che allungano i tempi

Il primo errore è trattarla come una norma ambientale. Le dimensioni sono tre, e quella sociale — condizioni di lavoro, formazione, rapporto con la comunità — è quella su cui le strutture sono meno preparate.

Il secondo è non avere dati di consumo per presenza. Senza quelli non ci sono indicatori, e senza indicatori il sistema non regge.

Il terzo è muoversi fuori dalle finestre del fondo. Le spese hanno periodi di riferimento precisi: firmare prima di leggerli significa rinunciare al contributo.

Il quarto è dichiararsi allineati ai criteri GSTC. Non lo si è, e un tour operator internazionale lo verifica.

Il quinto è escludere i fornitori dal perimetro. Nella ricettività una parte importante degli impatti sta nella lavanderia, nella ristorazione e nelle forniture, non nelle camere.

Dove operiamo

Lavoriamo su tutto il territorio nazionale, con sedi a Milano, Bologna, Roma e Brescia. Sulle strutture ricettive le giornate in struttura sono poche e mirate, il resto si fa a distanza.

Domande frequenti

È finanziata?
Le spese di certificazione rientrano fra quelle ammesse dal Fondo per il turismo sostenibile, che destina alle certificazioni il 20% delle risorse. Le finestre degli avvisi vanno verificate volta per volta.

Meglio questa o l’Ecolabel UE?
Dipende. L’Ecolabel è un marchio da esporre al cliente finale, questa è un sistema di gestione da mostrare a operatori e committenti. Entrambi sono ammessi dal fondo, e alcune strutture li tengono insieme.

È riconosciuta GSTC?
No. Abbiamo verificato l’elenco degli standard riconosciuti e non compare. Se il requisito è quello, va cercata un’altra strada.

Vale per agriturismi e strutture piccole?
Sì, la norma si applica a qualsiasi struttura indipendentemente da tipo e dimensione. Il sistema va ovviamente dimensionato.

Quanto dura il certificato?
Tre anni con sorveglianze annuali, come per gli altri sistemi di gestione accreditati.

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Ti diciamo in mezz’ora se ti conviene questa norma o un’etichetta di prodotto, e come si finanzia il percorso.

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Quanto costa certificarsi: come si forma il prezzo

Perché Emmess su questo schema

  • Esperienza su ambiente ed energia: ISO 14001, EMAS e ISO 50001 sono gli schemi con cui questo si integra, e li seguiamo tutti.
  • Competenza su salute, sicurezza e condizioni di lavoro: la dimensione sociale della norma è dove le strutture fanno più fatica.
  • Ti aiutiamo sul fondo: il contributo esiste, ma va preso nelle finestre giuste.
  • Ti diciamo che non è riconosciuta GSTC, prima che tu lo scriva in una presentazione.

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