
Chi arriva qui ha in mano di solito una di tre cose: un bando che chiede un sistema di gestione della sicurezza stradale, la richiesta di un committente dopo un incidente con un mezzo aziendale, o il sospetto — quasi sempre fondato — che nel documento di valutazione dei rischi il rischio da guida sia liquidato in tre righe di stile.
Se invece siete arrivati cercando «ISO 39000», siete nel posto giusto lo stesso: la norma esiste, ma il numero è un altro. Togliamolo subito di mezzo.
In moltissimi cercano questa certificazione come «ISO 39000»: succede perché per la qualità esiste davvero una serie ISO 9000 e la mente completa il numero tondo. Ma una norma ISO 39000 non esiste: lo standard sulla sicurezza del traffico stradale è la ISO 39001, in Italia UNI ISO 39001.
È lo stesso scivolone della «ISO 9100» dell'aerospazio, che in realtà si chiama EN 9100. In un'offerta o in un capitolato la dicitura da usare è UNI ISO 39001: UNI la cataloga così, senza la sigla EN, perché non è stata adottata come norma europea. La forma «UNI EN ISO 39001», che circola su parecchi siti, è imprecisa.

Che cosa facciamo, in concreto
Vi portiamo dal punto in cui siete al certificato, e su questo schema il lavoro parte da un dato che quasi nessuno ha organizzato: i chilometri percorsi, da chi, con quali mezzi e con quali eventi. Senza quello non si costruisce nessun indicatore e la certificazione resta un adempimento. Poi si lavora sui fattori che davvero incidono — velocità, tempi di guida, condizioni dei mezzi, pianificazione dei percorsi — e sul coinvolgimento di chi guida. Non certifichiamo noi: il certificato lo rilascia un organismo accreditato. E prima di cominciare cerchiamo i bandi a fondo perduto e i contributi attivi, compresi quelli su sicurezza e rinnovo dei mezzi.
Che cos'è e che cosa certifica davvero
La ISO 39001 è una norma volontaria: nessuna legge italiana la impone. Definisce i requisiti di un sistema di gestione della sicurezza del traffico stradale (Road Traffic Safety, da cui la sigla RTS sui certificati) per le organizzazioni, pubbliche o private, che interagiscono con il traffico stradale.
Qui sta il fraintendimento principale: la certificazione non attesta la bravura dei conducenti e non è un attestato collettivo di guida sicura. Certifica che l'organizzazione ha capito quale ruolo occupa dentro il sistema del traffico, ha misurato la propria esposizione e ha un meccanismo che muove davvero le leve scelte. Un'azienda certificata può comunque avere un incidente; la norma chiede che l'incidente venga analizzato e che il sistema cambi di conseguenza.
Il secondo equivoco riguarda il perimetro. La ISO 39001 non è una norma per l'autotrasporto: si applica a chiunque usi la strada per lavoro o generi traffico. Accredia cita fra i destinatari i progettisti e i costruttori di infrastrutture, i gestori della rete stradale e le organizzazioni che generano traffico, come supermercati e scuole.
Sistema del traffico stradale: strade, veicoli, utenti e regole insieme. La norma parte da qui, non dal singolo autista.
Fattore di prestazione: la grandezza misurabile su cui si decide di agire.
L'edizione in vigore e l'emendamento sul clima
L'edizione internazionale in vigore è ancora la ISO 39001:2012, riesaminata e confermata nel 2023. Nel 2024 è stato pubblicato l'emendamento Amd 1:2024 sul cambiamento climatico, che ha toccato in blocco tutte le norme sui sistemi di gestione: per chi gestisce flotte non è un adempimento di facciata, perché eventi meteorologici estremi e ondate di calore incidono su percorsi, tempi e condizioni di guida. In Italia il testo di riferimento è la UNI ISO 39001:2016, oggi nella versione consolidata UNI ISO 39001:2016+A1:2024.
Dopo il riesame sistematico avviato nel 2025 è in sviluppo una nuova edizione, senza date certe: non ha senso rimandare aspettandola, perché le transizioni ISO prevedono sempre un periodo di adeguamento.
Chi la chiede, e perché
Nessuno si sveglia desiderando un certificato: la ISO 39001 arriva quasi sempre da fuori, e i canali sono pochi.
- Gare per servizi di trasporto e per l'igiene urbana. È di gran lunga il canale principale: trasporto pubblico locale, scuolabus, trasporto sanitario, raccolta rifiuti, spazzamento.
- Aziende di trasporto e logistica in qualifica fornitori, e gestori di flotte aziendali, dove costo assicurativo e fermo mezzo sono voci di bilancio.
- Aziende di servizi con molti tecnici in trasferta, che contando gli infortuni scoprono che il rischio più serio non è in officina ma in tangenziale.
- Gestori di infrastrutture stradali, enti locali e aziende dei rifiuti e dell'igiene urbana.
I fattori di prestazione: il cuore tecnico della norma
Se c'è un punto che distingue la ISO 39001 da un generico impegno alla prudenza è questo: la norma chiede di individuare e misurare tre famiglie di fattori di prestazione. È ciò su cui si fissano gli obiettivi e si misura se il sistema funziona.
| Famiglia di fattori | Che cosa misura | Esempi concreti |
|---|---|---|
| Esposizione al rischio | Quanto traffico si genera o si affronta | Chilometri percorsi, volume di traffico per tipo di veicolo e di utente, volume del prodotto o del servizio erogato |
| Risultato finale | L'esito che si vuole evitare | Numero di morti e di feriti gravi |
| Risultato intermedio | Le leve che agiscono prima che l'esito si produca | Velocità adeguate alle condizioni, uso dei dispositivi di ritenuta e di protezione, idoneità e manutenzione dei veicoli, pianificazione dei percorsi, idoneità e competenza dei conducenti (stanchezza, distrazione, alterazione), abilitazioni alla guida, rimozione dal servizio di veicoli e conducenti non idonei, risposta all'emergenza, progettazione della strada |
La logica è sequenziale: non si agisce direttamente sul numero di morti, si agisce sui fattori intermedi e sull'esposizione. E si sceglie: per una società di raccolta rifiuti, dove il rischio si concentra nelle manovre in retromarcia con operatori a piedi accanto al mezzo, le leve sono diverse da quelle di un'azienda di consegne a lungo raggio, dove pesano fatica, tempi di guida e velocità.
Che cosa chiede la norma, punto per punto
La ISO 39001 segue la struttura comune a tutte le norme ISO sui sistemi di gestione, la stessa della ISO 9001 e della ISO 45001: chi ha già un sistema certificato ne riuserà buona parte.
- Contesto e campo di applicazione. Il campo di applicazione va scritto con precisione chirurgica, perché determina che cosa il certificato copre: un certificato limitato alla sede direzionale, con la flotta operativa fuori dal perimetro, in gara non serve a nulla.
- Leadership e pianificazione. Impegni misurabili sulla riduzione di morti e feriti gravi, non dichiarazioni di principio; obiettivi quantificati e piani d'azione con responsabilità e scadenze.
- Supporto e attività operative. Formazione di chi guida e di chi organizza i viaggi; poi le regole vere: pianificazione dei percorsi, tempi di guida e di riposo, controlli sui veicoli, criteri di acquisto e noleggio, gestione di appaltatori e subvettori, emergenze.
- Valutazione e miglioramento. Indicatori, indagine sugli incidenti e sui quasi incidenti, audit interni, riesame di direzione, azioni correttive che partono dall'analisi delle cause e non dalla constatazione che «il conducente è stato disattento».
Il certificato lo rilascia un organismo terzo, accreditato in Italia da Accredia a fronte della ISO/IEC 17021-1, con i requisiti di competenza della ISO/IEC TS 17021-7 per gli auditor della sicurezza stradale. Verificare che l'organismo sia accreditato per questo schema, e non genericamente per i sistemi di gestione, è il primo controllo da fare: in gara un certificato non accreditato vale poco o nulla.
Il rischio da guida è un rischio da valutare, e quasi mai lo è
L'articolo 28, comma 1 del D.Lgs. 81/2008 stabilisce che la valutazione «deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori». Non c'è un elenco chiuso e non c'è un'esenzione per la strada: se una parte del lavoro si svolge alla guida, quel rischio va valutato come si valuta il rumore. Vale per l'autista professionale e per il tecnico che percorre quarantamila chilometri l'anno con l'auto aziendale.
Nei documenti che leggiamo il rischio da guida è quasi sempre trattato in modo apparente: mezza pagina di raccomandazioni generiche, nessun dato sui chilometri o sugli eventi accaduti, nessuna misura oltre a «rispettare il codice della strada». Un rischio valutato così è un rischio non valutato. La ISO 39001 riempie quel vuoto, ed è il suo uso più sensato anche per chi non punta al certificato: misurare l'esposizione, scegliere i fattori intermedi e fissare obiettivi produce un capitolo del documento di valutazione dei rischi difendibile, insieme al resto degli adempimenti di salute e sicurezza sul lavoro.
Quanto pesano gli incidenti stradali fra gli infortuni mortali
I dati INAIL sul 2024 spiegano perché il tema non sia marginale. Le denunce di infortunio mortale sono state 1.077, di cui 280 in itinere e 797 in occasione di lavoro. Gli infortuni in itinere hanno raggiunto il 26,0% dei casi mortali, in crescita dal 23,2% del 2023, e INAIL li descrive come sostanzialmente riconducibili al rischio da circolazione stradale.
A questi vanno aggiunti gli incidenti che avvengono in occasione di lavoro con un mezzo di trasporto: non riportiamo una percentuale complessiva perché non siamo riusciti a confermarla su due fonti indipendenti. Il quadro resta netto: la strada è uno dei luoghi in cui i lavoratori italiani muoiono di più, e le aziende continuano a concentrare la prevenzione altrove.
L'infortunio in itinere — disciplinato dall'articolo 12 del D.Lgs. 38/2000 — è coperto dall'assicurazione INAIL, ma avviene in un tratto che il datore di lavoro non controlla. Un sistema ISO 39001 non può eliminarlo; può però incidere su ciò che lo circonda: orari e turni, stanchezza a fine turno, politiche sui veicoli, mobilità casa-lavoro.
Gli obblighi di legge che la certificazione non sostituisce
È il punto su cui vediamo più illusioni: il certificato non esonera da nulla. Restano integralmente in piedi, per chi vi è soggetto:
- Il documento di valutazione dei rischi e gli obblighi del D.Lgs. 81/2008: nomine, sorveglianza sanitaria, formazione.
- La nomina del gestore dei trasporti. Chi esercita la professione di trasportatore su strada deve soddisfare i quattro requisiti del regolamento (CE) 1071/2009 — stabilimento effettivo e stabile, onorabilità, idoneità finanziaria e idoneità professionale — e designare una persona che diriga in modo effettivo e continuativo le attività di trasporto; un gestore esterno può operare al massimo per quattro imprese e cinquanta veicoli. Nessun sistema certificato sostituisce questa nomina.
- I tempi di guida e di riposo e il cronotachigrafo. Il regolamento (CE) 561/2006 si applica al trasporto di merci con veicoli oltre 3,5 tonnellate e al trasporto di passeggeri con veicoli adibiti a più di nove persone conducente compreso; dal 1° luglio 2026 rientra anche il trasporto internazionale e di cabotaggio oltre 2,5 tonnellate. I limiti non sono negoziabili: 9 ore di guida al giorno, estendibili a 10 due volte a settimana, 56 ore settimanali e 90 su due settimane, pausa di 45 minuti dopo quattro ore e mezza, riposo giornaliero di 11 ore e riposo settimanale regolare di 45 ore.
- Le regole del codice della strada su revisioni, abilitazioni, carichi e assicurazione.
Abbiamo visto più di un'azienda convinta che il sistema di gestione «coprisse» le scadenze normative. Non le copre: le rende visibili e verificabili, il che è molto, ma l'obbligo resta in capo a chi lo ha per legge. Se un'organizzazione certificata viola i tempi di guida ha due problemi invece di uno: la sanzione e una non conformità di sistema.
ISO 39001 e gare pubbliche: che cosa dice davvero il codice
L'articolo 106, comma 8 del D.Lgs. 36/2023 prevede riduzioni della garanzia per la partecipazione: 30% per chi ha la certificazione di qualità della serie UNI CEI ISO 9000, 50% per le PMI e loro raggruppamenti (non cumulabile con la precedente), un ulteriore 10% per la garanzia gestita in forma digitale e fino a un ulteriore 20% per le certificazioni elencate nell'allegato II.13, nella misura indicata dalla stazione appaltante nei documenti di gara iniziali.
La UNI ISO 39001:2016 figura nell'allegato II.13 fra i sistemi di gestione di processo, ma nella colonna «azione» è classificata come «da introdurre», non fra quelle già presenti: la riduzione non è automatica e l'effetto dipende da come la stazione appaltante ha costruito i documenti di gara. Prima di contarci si legge il disciplinare. Il canale più concreto resta un altro: nelle gare per servizi di trasporto e di igiene urbana la ISO 39001 compare spesso come criterio premiante dell'offerta tecnica o come requisito di esecuzione, e lì il punteggio è scritto nero su bianco.
Sconti INAIL: che cosa si può dire sul modello OT23
Il modello OT23 consente di chiedere una riduzione del tasso medio di tariffa alle aziende che nell'anno precedente hanno realizzato interventi di miglioramento della sicurezza. È articolato in sezioni, fra cui una dedicata alla prevenzione del rischio stradale: servizi collettivi di trasporto casa-lavoro, dispositivi di sicurezza sui veicoli, formazione alla guida sicura.
Quello che non scriviamo, perché non lo abbiamo confermato, è che il certificato ISO 39001 sia di per sé un intervento a punteggio: l'INAIL valuta azioni specifiche e documentate, e un sistema già attivo produce buona parte di quelle evidenze. Nessuno sconto è automatico: la domanda va presentata nei termini del modello dell'anno di riferimento.
Come si arriva al certificato
- Ricerca di bandi e finanziamenti. Prima di ogni altra cosa verifichiamo, gratuitamente, quali bandi, contributi e forme di finanziamento a fondo perduto sono disponibili per il vostro progetto. Va fatto per primo perché può cambiare la convenienza dell'intera operazione, e perché molte scadenze non aspettano.
- Analisi iniziale. Flotta, chilometri, incidenti e quasi incidenti, contratti con vettori e subvettori, contenuto reale del documento di valutazione dei rischi. Da qui escono il perimetro del certificato e la scelta dei fattori di prestazione: pochi indicatori, con dati raccoglibili davvero.
- Costruzione del sistema e avvio. Procedure su viaggi, veicoli, conducenti, appaltatori ed emergenze. Il sistema deve poi girare abbastanza da produrre dati: senza funzionamento reale non c'è nulla da auditare.
- Audit interno e riesame di direzione, obbligatori prima della verifica esterna, poi verifica dell'organismo in due fasi, certificato e sorveglianze annuali.
Sui tempi non facciamo promesse ottimistiche: per un'azienda di dimensioni medie con una ISO 9001 già attiva servono dai quattro ai sei mesi fino alla verifica. Chi parte da zero, o ha una flotta su più sedi, impiega di più.
Come si incastra con gli altri schemi
L'integrazione naturale è con la ISO 45001: stessa struttura, stessa logica, stessi audit. Chi ha già la 45001 aggiunge la 39001 con uno sforzo contenuto e risolve il capitolo del rischio da guida, che nella 45001 resta quasi sempre il più debole. Chi trasporta merci di valore affianca spesso la ISO 28000: l'una guarda agli incidenti, l'altra a furti e manomissioni, ma insistono sugli stessi mezzi. L'elenco completo è nella pagina certificazioni.
Quanto costa la certificazione ISO 39001
Non esiste un listino, e chi vi dà una cifra al telefono senza aver visto nulla la sta indovinando. Il costo si compone di due voci separate: le giornate dell'organismo di certificazione, determinate da regole internazionali in base ad addetti, siti e complessità e quindi non trattabili, e la consulenza.
Come si forma quel numero e come si sceglie l'organismo lo abbiamo scritto per esteso: quanto costa certificarsi. Per la vostra situazione serve un numero vero: richiedete un preventivo indicando veicoli, addetti, sedi e certificazioni già attive.
Come lavoriamo
Lavoriamo solo con consulenti senior, molti provenienti da organismi di certificazione, e produciamo documentazione costruita sull'organizzazione reale: nessun manuale riadattato. Sulla ISO 39001 conta più che altrove, perché un sistema copiato produce indicatori che nessuno misura, e al primo audit si vede. Selezioniamo l'organismo verificando che sia accreditato per questo schema, affianchiamo l'azienda durante la verifica e, prima di tutto, cerchiamo i finanziamenti. La prima analisi non ha costo.
Gli errori che allungano i tempi
Sono sempre gli stessi quattro.
Partire senza i dati sui chilometri. Senza esposizione al rischio non ci sono indicatori, e senza indicatori non c’è miglioramento dimostrabile.
Escludere i conducenti dal processo. Sono loro a decidere sulla strada: un sistema costruito senza di loro resta sulla carta.
Dimenticare i terzisti. Se una parte dei trasporti la fanno altri, entrano nel perimetro o il sistema non descrive la realtà.
Cercare i contributi a percorso avviato. I bandi hanno finestre e regole sull’avvio delle spese: chiederli dopo aver firmato significa quasi sempre perderli.
Dove operiamo
Lavoriamo dalle nostre quattro sedi — Milano, Bologna, Roma e Brescia — e seguiamo aziende di trasporto e flotte aziendali in tutta Italia. Il sopralluogo si fa dove stanno i mezzi e dove si pianificano i giri; dati, indicatori e procedure si costruiscono da remoto, sui vostri sistemi di bordo e gestionali.
Domande frequenti
Quanto costa la certificazione ISO 39001?
Il costo ha due componenti: le giornate dell'organismo di certificazione, fissate da regole internazionali e non trattabili, e la consulenza, che dipende da quanto sistema esiste già. Il meccanismo per esteso è in quanto costa certificarsi; per un numero riferito alla vostra realtà, richiedete un preventivo.
Si scrive ISO 39001 o ISO 39000?
ISO 39001. Una norma «ISO 39000» non esiste: è una confusione con la serie ISO 9000 della qualità. In Italia la sigla corretta è UNI ISO 39001.
La certificazione ISO 39001 è obbligatoria?
No, è volontaria: nessuna legge italiana la impone. Diventa di fatto necessaria quando la chiede un bando, un capitolato o un albo fornitori.
Serve solo alle aziende di autotrasporto?
No. Riguarda chiunque usi la strada per lavoro o generi traffico: flotte aziendali, tecnici in trasferta, trasporto pubblico, igiene urbana, gestori di infrastrutture, enti locali.
Quanto tempo serve per certificarsi?
Per un'azienda di dimensioni medie con una ISO 9001 già attiva servono dai quattro ai sei mesi fino alla verifica di certificazione. Chi parte da zero impiega di più.
Sostituisce la valutazione del rischio stradale nel documento di valutazione dei rischi?
No. Il documento di valutazione dei rischi resta un obbligo del datore di lavoro. Il sistema ISO 39001 fornisce però i dati e le misure che rendono quel capitolo davvero difendibile.
Si può integrare con la ISO 45001?
Sì, ed è la strada che consigliamo quasi sempre: stessa struttura, stessi audit, un solo riesame di direzione. L'integrazione riduce i costi di consulenza e le giornate di verifica.
Esistono contributi o finanziamenti per certificarsi?
Sì, e spesso coprono una parte rilevante della spesa: bandi camerali, misure regionali, fondi per la formazione collegata. La ricerca la facciamo noi, gratuitamente, prima di iniziare. L'esito dipende sempre dal bando e dalla graduatoria, quindi non promettiamo risultati: promettiamo che nessuna occasione aperta vi passi accanto senza essere valutata.
Avete mezzi e persone che si muovono su strada?
Diteci quanti veicoli avete, che tipo di servizio svolgete e se vi è stata chiesta in una gara: bastano questi tre dati per capire se la ISO 39001 vi serve davvero e che percorso comporta. La prima analisi non ha alcun costo e non vi impegna a nulla.
Lascia il tuo numero:
ti richiamiamo subito.
Oppure chiamaci ora: 02 4975 8283
Quanto costa certificarsi: come si forma il prezzo
In sintesi
- Certificazione volontaria: nessuna legge italiana la impone.
- La sigla corretta è ISO 39001. La «ISO 39000» non esiste.
- Norma in vigore: ISO 39001:2012 con emendamento Amd 1:2024; in Italia UNI ISO 39001:2016+A1:2024.
- Certifica un sistema di gestione, non la bravura dei conducenti.
- Riguarda chiunque usi la strada per lavoro, non solo l'autotrasporto.
- Accreditata in Italia a fronte della ISO/IEC 17021-1 e della ISO/IEC TS 17021-7.
- Compare soprattutto nelle gare per trasporti e igiene urbana.
- Tempi indicativi: dai quattro ai sei mesi con una ISO 9001 già attiva.
Numeri e regole da tenere a mente
- Infortuni mortali denunciati nel 2024: 1.077, di cui 280 in itinere (26,0%).
- Guida: massimo 9 ore al giorno, 10 non più di due volte a settimana, 56 ore settimanali.
- Pausa di almeno 45 minuti dopo quattro ore e mezza di guida.
- Dal 1° luglio 2026 il regolamento (CE) 561/2006 copre anche i veicoli oltre 2,5 t nel trasporto internazionale e di cabotaggio.
- In gara: fino al 20% di riduzione della garanzia per le certificazioni dell'allegato II.13, dove la UNI ISO 39001 è indicata come «da introdurre».
