UNI 11751-1

Asseverazione del modello di organizzazione e gestione in edilizia

La UNI 11751-1 è la norma per l’asseverazione dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza nelle imprese di costruzioni. Non è una certificazione di sistema: è un’asseverazione, cioè la verifica da parte di un organismo che il modello adottato ai sensi dell’articolo 30 del Testo unico sia efficacemente attuato in cantiere.

Il gancio normativo è l’articolo 51, comma 3-bis, e il ritorno economico c’è ed è misurabile: l’asseverazione dà accesso alla riduzione del premio INAIL. È il caso raro in cui un intervento organizzativo sulla sicurezza si ripaga con una voce di bilancio, purché il modello sia vivo e non un fascicolo tenuto in ufficio.

Che cosa facciamo, in concreto

Qui non si tratta di prendere un certificato: si tratta di far dire a un Organismo Paritetico che il tuo modello di organizzazione e gestione della sicurezza esiste davvero ed è attuato. La differenza è tutta nelle evidenze di cantiere, ed è lì che concentriamo il lavoro.

Il nostro intervento, in sei passi
Passo 1Verifica di ammissibilità Controlliamo che il tuo modello sia riconducibile all’articolo 30 del decreto 81 e che l’Organismo Paritetico a cui ti rivolgi sia iscritto al Repertorio nazionale.
Passo 2Gap analysis sul modello Confrontiamo quello che hai con i requisiti della norma: struttura organizzativa, deleghe, procedure, sorveglianza sanitaria, gestione degli appalti e dei subappalti.
Passo 3Sistema documentale Mettiamo in ordine registrazioni, verbali, formazione, DPI, POS e PSC, in modo che il flusso dal cantiere alla sede sia ricostruibile.
Passo 4Attuazione in cantiere Il punto dove quasi tutti si fermano. Verifichiamo sul posto che le procedure siano applicate e che le registrazioni siano reali, non compilate a posteriori.
Passo 5Istruttoria e verifica Prepariamo la documentazione per la commissione paritetica e ti affianchiamo durante la verifica, in sede e in cantiere.
Passo 6OT23 e mantenimento Ti aiutiamo a usare l’asseverazione nella domanda di riduzione del premio INAIL e teniamo aggiornato il modello negli anni.
Un punto pratico: l’asseverazione non è una certificazione. La rilascia un organismo bilaterale, non un ente di certificazione accreditato, e ha un effetto suo, previsto dalla legge.

Che cos’è la UNI 11751-1, e come si distingue da una certificazione

La UNI 11751-1:2019 definisce le modalità di asseverazione dell’adozione e dell’efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione della salute e sicurezza sul lavoro nel settore delle costruzioni edili e di ingegneria civile. Esiste anche una parte 2, pubblicata il 7 maggio 2020, che fissa i requisiti di conoscenza, abilità e competenza delle figure tecniche che eseguono l’asseverazione. Entrambe hanno raccolto l’eredità della UNI/PdR 2:2013.

La differenza rispetto a una certificazione è sostanziale e va detta subito. L’asseverazione la rilascia un Organismo Paritetico, cioè un soggetto composto pariteticamente da associazioni datoriali e sindacati, non un ente di certificazione accreditato. Non attesta la conformità a una norma di sistema: attesta che il modello è stato adottato e che è efficacemente attuato, con un percorso che coinvolge anche i rappresentanti dei lavoratori.

Il gancio normativo: l’articolo 51, comma 3-bis

Il riferimento è l’articolo 51, comma 3-bis del D.Lgs. 81/2008: gli organismi paritetici, su richiesta delle imprese, rilasciano un’attestazione dei servizi di supporto, tra cui l’asseverazione dell’adozione e dell’efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione di cui all’articolo 30, «della quale gli organi di vigilanza possono tener conto ai fini della programmazione delle proprie attività». Il comma 3-ter aggiunge che a questo fine gli organismi istituiscono commissioni paritetiche tecnicamente competenti.

Un dettaglio che fa la differenza in pratica: l’Organismo Paritetico deve essere iscritto al Repertorio nazionale degli organismi paritetici, istituito con il D.M. 11 ottobre 2022, n. 171, che ne fissa i requisiti di rappresentatività. Un’asseverazione rilasciata da un soggetto non iscritto non serve a niente, e sono soldi buttati.

La riduzione del premio INAIL: qui c’è il ritorno economico

È il motivo per cui la maggior parte delle imprese ci arriva. Nel modello OT23 l’adozione o il mantenimento di un modello organizzativo asseverato ai sensi dell’articolo 30 è un intervento di Tipo A, e un solo intervento di Tipo A basta per accedere allo sconto. La documentazione probante richiesta è l’attestato di asseverazione rilasciato in conformità alle norme UNI da un organismo paritetico iscritto al Repertorio nazionale.

Lo sconto sul tasso medio di tariffa dipende dalla dimensione della posizione assicurativa, misurata in lavoratori-anno del triennio: 28% fino a 10, 18% da 10,01 a 50, 10% da 50,01 a 200, 5% oltre 200. Per le posizioni nei primi due anni di attività la riduzione è dell’8%.

Attenzione al calendario, perché è la trappola più comune: gli interventi devono essere realizzati e documentati entro il 31 dicembre dell’anno precedente, e la domanda telematica va presentata entro il 1° marzo. Chi si muove a gennaio ha già perso l’anno.

Quanto tempo serve

Se il modello esiste ed è applicato, tra avvio del progetto e istruttoria passano in genere due o tre mesi. Se il modello è sulla carta ma i cantieri vanno per conto loro, servono quattro o sei mesi, perché prima bisogna far girare le procedure abbastanza a lungo da avere registrazioni vere su cui l’organismo possa lavorare.

A questo si aggiungono i tempi della commissione paritetica, che variano molto da territorio a territorio: vanno chiesti all’inizio, non alla fine.

Quanto costa

La nostra consulenza si calcola a giornate. Un percorso su un’impresa edile di media dimensione richiede tipicamente da cinque a nove giornate, comprese le verifiche in cantiere.

Il costo dell’Organismo Paritetico è separato e va chiesto direttamente a lui. Il conto però va fatto al netto del ritorno: sulle imprese piccole la riduzione del premio INAIL vale il 28% e in molti casi ripaga l’intero progetto già dal primo anno. Per il mantenimento negli anni successivi applichiamo un canone pari al una quota del costo di implementazione.

Gli errori che allungano i tempi

Il primo errore è comprare un modello preconfezionato. L’asseverazione guarda all’attuazione, non al documento: un modello scaricato e mai applicato viene respinto, e nel frattempo l’anno OT23 è andato.

Il secondo è non coinvolgere i rappresentanti dei lavoratori. Il percorso è partecipativo per costruzione, e la loro assenza si vede subito.

Il terzo è rivolgersi a un organismo non iscritto al Repertorio nazionale. Succede più spesso di quanto si pensi, e l’attestato che ne esce non è utilizzabile per l’OT23.

Il quarto è confondere l’asseverazione con la certificazione ISO 45001. Sono due cose diverse, con effetti diversi: si possono avere entrambe, e nel modello OT23 valgono come interventi distinti.

Il quinto è partire troppo tardi. Fra istruttoria dell’organismo e scadenza del 31 dicembre serve margine: chi comincia in autunno rischia di arrivare fuori tempo massimo.

Dove operiamo

Lavoriamo su tutto il territorio nazionale, con sedi a Milano, Bologna, Roma e Brescia. Alterniamo giornate in cantiere o in sede alle attività a distanza per la parte documentale, così le trasferte pesano dove servono davvero.

Domande frequenti

Asseverazione e certificazione ISO 45001 sono la stessa cosa?
No. La certificazione la rilascia un ente accreditato e attesta la conformità del sistema di gestione a una norma internazionale. L’asseverazione la rilascia un organismo paritetico e attesta l’adozione e l’efficace attuazione del modello ai sensi dell’articolo 30. Sono complementari, non alternative.

Vale solo per l’edilizia?
La UNI 11751-1 è scritta per le costruzioni edili e di ingegneria civile. Per altri settori il percorso di asseverazione esiste ma segue riferimenti diversi: va verificato caso per caso con l’organismo paritetico competente.

Quanto dura l’asseverazione?
Le condizioni e la periodicità del rinnovo le stabilisce l’organismo paritetico. Il punto pratico è che per l’OT23 va dimostrata l’adozione o il mantenimento nell’anno di riferimento, quindi non è un adempimento che si fa una volta e basta.

Serve avere già un sistema certificato?
No, non è un prerequisito. Averlo però accorcia molto il percorso, perché gran parte delle procedure e delle registrazioni sono già in piedi.

Vi occupate anche della domanda OT23?
Sì. Prepariamo la documentazione probante e la domanda, e verifichiamo quali altri interventi del modello siete già in grado di dimostrare: spesso ce ne sono due o tre che nessuno aveva contato.

Parliamo del tuo modello

Ti diciamo in mezz’ora se il tuo modello regge l’asseverazione, che cosa manca e quanto vale sul premio INAIL.

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Quanto costa certificarsi: come si forma il prezzo

Perché Emmess su questo schema

  • RSPP esterno e formatori qualificati in materia di salute e sicurezza: il modello lo scriviamo con chi poi lo fa vivere in cantiere.
  • Lead Auditor qualificata CEPAS: sappiamo che cosa cerca chi verifica, perché quel mestiere lo facciamo anche dall’altra parte del tavolo.
  • Esperienza su 231 e MOG: il modello sicurezza non vive da solo, si incastra con il modello organizzativo generale.
  • Ti seguiamo anche sull’OT23, non solo sull’asseverazione: il ritorno economico è il motivo per cui si parte.

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