La UNI/PdR 83:2020 è il «modello semplificato di organizzazione e gestione della salute e sicurezza sul lavoro, di cui al D.Lgs. 81/2008, per micro e piccole imprese», pubblicata l’8 maggio 2020. Dà una struttura proporzionata per costruire il modello organizzativo dell’articolo 30 in aziende che non possono permettersi l’impianto pensato per le grandi.
Qui va corretto un equivoco che troviamo di continuo, anche in documenti seri: la PdR 83 non è un «modello 231» a tutto campo. Riguarda la sola sicurezza, e cita il decreto 231 perché un modello conforme all’articolo 30 produce l’effetto esimente rispetto ai reati dell’articolo 25-septies, cioè quelli colposi in materia di sicurezza. Il 231 generale — reati contro la pubblica amministrazione e reati societari — per le micro e piccole imprese sta in un documento diverso, la UNI/PdR 138:2023, pubblicata il 12 gennaio 2023.
Che cosa facciamo, in concreto
Costruiamo il modello e lo rendiamo difendibile, che è l’unica cosa che conta quando serve. La prima domanda che facciamo è quale dei due rischi ti preoccupa: se è l’infortunio, il documento è la PdR 83 e il percorso guarda all’articolo 30; se sono i reati contro la pubblica amministrazione o quelli societari, il documento è la PdR 138 e il lavoro è un altro. Poi lavoriamo sulle due parti che fanno cadere i modelli in giudizio: l’attuazione documentata e l’organismo di vigilanza che vigila davvero. In Emmess la qualifica di RSPP per tutti i macrosettori c’è: sulla parte sicurezza non facciamo consulenza sulla carta.
Perché non si certifica, e che cosa esiste invece
Nessuna delle due prassi ha uno schema di accreditamento, e per il modello 231 la certificazione non esiste per costruzione: è il giudice penale a valutare, caso per caso, se il modello adottato ed efficacemente attuato costituisca esimente. Nessuna attestazione privata lo vincola.
Sulla parte sicurezza esiste invece una strada prevista dalla legge stessa: l’asseverazione da parte degli organismi paritetici prevista dall’articolo 51 del Testo unico. Non è una certificazione e non è accreditata, ma è l’unico riconoscimento che la norma prevede, e in alcuni settori pesa.
Circolano poi «certificazioni di conformità al modello» rilasciate da soggetti privati: sono legittime come servizio, ma non hanno valore probatorio e non vincolano nessuno. Chi le presenta come garanzia sta promettendo qualcosa che non può mantenere.
Una scadenza che va guardata prima di partire
Le prassi di riferimento restano disponibili non oltre cinque anni dalla pubblicazione, estendibili di altri cinque con delibera. La PdR 83 è dell’8 maggio 2020: il termine ordinario è scaduto l’8 maggio 2025, oltre un anno fa.
Che cosa non sappiamo, e lo diciamo: se sia stata prorogata, ritirata o trasformata in norma. La scheda risulta ancora presente a catalogo, ma non siamo riusciti a confermarne lo stato alla fonte. Prima di citarla come documento vigente in un manuale o in un’offerta, chiediamo insieme conferma a UNI: è una verifica di cinque minuti che evita una figura in audit.
Sulla PdR 138 il conto è diverso e più comodo: pubblicata il 12 gennaio 2023, il termine ordinario cade nel gennaio 2028.
Quanto costa
Un modello sicurezza su una micro o piccola impresa richiede tipicamente da cinque a dieci giornate, a condizione che gli adempimenti di base siano in ordine. Se non lo sono, il lavoro parte da lì e va contato a parte: il modello non può poggiare su una valutazione dei rischi incompleta.
Applichiamo la nostra tariffa giornaliera, con le spese a forfait, e per il mantenimento un canone pari al una quota del costo di implementazione: qui serve più che altrove, perché un modello non aggiornato è peggio di nessun modello.
Non c’è un costo di certificazione, perché non c’è certificazione. Se si sceglie la strada dell’asseverazione, il costo è quello dell’organismo paritetico e va chiesto direttamente a lui.
Gli errori che allungano i tempi
Sono sempre gli stessi quattro.
Chiamarlo modello 231 quando è il modello sicurezza. Sono due cose diverse: l’esimente della PdR 83 è limitata all’articolo 25-septies, e il 231 generale sta nella PdR 138.
Adottare il modello e non attuarlo. Un modello adottato con delibera e mai applicato peggiora la posizione dell’azienda, perché dimostra che il rischio era noto.
Nominare un organismo di vigilanza che non lascia evidenze. Senza verbali, piani di verifica e segnalazioni, in giudizio l’organismo è come se non ci fosse.
Citare la PdR 83 come vigente senza verificarne lo stato. Il termine quinquennale è scaduto nel maggio 2025: prima di metterla in un manuale, va chiesto a UNI.
Dove operiamo
Lavoriamo dalle nostre quattro sedi — Milano, Bologna, Roma e Brescia — e seguiamo micro e piccole imprese in tutta Italia. Sulla parte sicurezza il sopralluogo è indispensabile: procedure scritte a tavolino senza aver visto come si lavora non reggono né in ispezione né in giudizio. La costruzione documentale, il sistema disciplinare e il piano di vigilanza si preparano da remoto, insieme al datore di lavoro e al vostro consulente legale.
Domande frequenti
Posso certificarmi UNI/PdR 83?
No, e su questa materia la certificazione non esiste per costruzione: è il giudice penale a valutare se il modello adottato ed efficacemente attuato costituisca esimente. Nessun certificato privato lo vincola. La strada prevista dalla legge sulla sicurezza è semmai l’asseverazione da parte degli organismi paritetici.
Equivale alla ISO 45001?
No. La ISO 45001 è una norma di sistema di gestione con certificazione accreditata; la PdR 83 è una prassi non certificabile che serve a costruire il modello organizzativo dell’articolo 30. Si possono tenere insieme, e spesso conviene, ma non sono alternative e non si sostituiscono.
Mi serve la PdR 83 o la PdR 138?
Dipende dal rischio che ti preoccupa. La 83 riguarda la salute e sicurezza, con esimente limitata ai reati dell’articolo 25-septies. La 138 riguarda il modello 231 generale, per i reati contro la pubblica amministrazione e i reati societari. Molte imprese hanno bisogno di entrambe, ma sono due lavori distinti.
La PdR 83 è ancora valida?
Il termine ordinario di disponibilità è scaduto l’8 maggio 2025 e non siamo riusciti a confermare alla fonte se sia stata prorogata, ritirata o trasformata in norma. Non lo diamo per scontato in nessuna delle due direzioni: prima di citarla in un documento chiediamo conferma a UNI. Il contenuto resta comunque utilizzabile come metodo, perché l’obbligo nasce dall’articolo 30 del Testo unico, non dalla prassi.
Non è il modello 231, è il modello sicurezza
La PdR 83 riguarda la salute e sicurezza, con esimente limitata all’articolo 25-septies. Il 231 generale, per le micro e piccole imprese, sta nella UNI/PdR 138:2023. Confonderle costa mesi e a volte molto di più.
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Quanto costa certificarsi: come si forma il prezzo
Perché Emmess su questo schema
- Sulla sicurezza siamo operativi: in Emmess c’è la qualifica di RSPP per tutti i macrosettori ATECO.
- Lavoriamo sulle due parti che fanno cadere i modelli in giudizio: attuazione documentata e vigilanza con evidenze.
- Ti diciamo che il certificato non esiste, e ti spieghiamo che cosa esiste al suo posto.
- Verifichiamo lo stato della prassi prima di citarla in un manuale, invece di darla per vigente.
- Siamo certificati ISO 45001: il metodo che vi proponiamo lo applichiamo prima di tutto a noi stessi.
