L’IFS PACsecure certifica i produttori di imballaggi destinati al contatto con gli alimenti e con i beni di consumo: converter, stampatori, produttori di film, vaschette e contenitori rigidi o flessibili. È lo schema IFS parallelo al BRCGS Packaging Materials, riconosciuto GFSI, e viene chiesto soprattutto dalle filiere che già lavorano con IFS Food.
L’audit dura almeno due giornate e almeno metà del tempo si passa in produzione. Dieci requisiti KO decidono l’esito, il punteggio determina il livello e lo Star Status premia chi accetta l’audit non annunciato. È uno standard che si supera con lo stabilimento in ordine, non con la documentazione in ordine.
Che cosa facciamo, in concreto
Su un converter il sistema si gioca in reparto, non in ufficio: l’audit dura almeno due giornate e almeno metà del tempo si passa in produzione. Per questo partiamo dai dieci requisiti KO, che decidono se il certificato arriva, e costruiamo il resto su come lavorate davvero — estrusione, stampa, accoppiamento, taglio — invece di adattare un modello.
Che cos’è l’IFS PACsecure
L’IFS PACsecure è lo standard della famiglia IFS dedicato a chi produce o trasforma imballaggi. Copre sia gli imballaggi primari, quelli a contatto diretto con il prodotto, sia quelli secondari, ed è destinato a chi fornisce il settore alimentare, i cosmetici, i prodotti per l’igiene della persona e quelli per la casa.
La versione in vigore è la 3, pubblicata nel febbraio 2024. Gli audit su questa versione sono stati possibili dal 1° luglio 2024 e sono obbligatori dal 1° ottobre 2024.
Rientrano anche gli imballaggi secondari per i farmaci da banco. Restano invece fuori gli imballaggi per i farmaci con obbligo di ricetta e i prodotti che il sito non produce, cioè quelli completamente esternalizzati o semplicemente commercializzati.
IFS PACsecure o BRCGS Packaging Materials?
Sono i due standard che si contendono lo stesso mestiere. Coprono lo stesso perimetro e sono entrambi riconosciuti a livello internazionale: la differenza vera è chi ve lo chiede. La distribuzione e l’industria di area tedesca, francese e italiana tendono a chiedere IFS; i gruppi di origine britannica tendono a chiedere BRCGS.
La regola pratica è sempre la stessa: fatevi dire per iscritto dal cliente quale dei due vuole, prima di firmare con l’organismo di certificazione. E se lavorate con entrambe le aree, la doppia certificazione è fattibile: analisi dei pericoli, rintracciabilità, controllo dei corpi estranei e igiene del personale si riusano quasi per intero.
Come è fatto lo standard
Lo standard è diviso in quattro parti: il protocollo di certificazione, la lista di riscontro con i requisiti, i requisiti per gli organismi di accreditamento e certificazione, e le regole di rendicontazione nel portale IFS.
I dieci requisiti KO
Sono i requisiti eliminatori: valutati D, tolgono metà del punteggio totale e la certificazione non si ottiene. Vale la pena conoscerli a memoria, perché è da lì che si costruisce il progetto.
Il punteggio e i due livelli
Ogni requisito riceve un voto: A vale 20 punti, B ne vale 15, C ne vale 5, D ne toglie 20. Una non conformità maggiore sottrae il 15% del totale; un requisito KO valutato D ne sottrae il 50%. In entrambi i casi il certificato non arriva.
L’audit: durata, non annunciato e Star Status
L’audit dura almeno due giornate, cioè sedici ore, e almeno la metà del tempo va passata in produzione. Il certificato vale dodici mesi.
Almeno un audit su tre deve essere non annunciato. Cade in una finestra di sedici settimane prima o dopo la data di scadenza, senza che vi venga comunicata la data. Chi lo supera bene ottiene lo IFS Star Status, che compare nel database IFS e sul certificato; si perde al primo audit annunciato successivo.
Per stabilimenti complessi la versione 3 ha anche regole più chiare sui siti multipli e sulle società con più entità giuridiche, e prevede lo IFS Split Audit per situazioni eccezionali in cui l’audit va spezzato in due momenti.
Quanto tempo serve
Un converter già certificato ISO 9001, con reparti ordinati e controllo stampa in piedi, arriva all’audit in cinque-otto mesi. Il lavoro vero è l’analisi dei pericoli sul processo, il sistema corpi estranei e le specifiche delle materie prime.
Se si parte senza sistema qualità e con layout da rivedere, servono dieci-quattordici mesi, perché ci sono interventi fisici e non si comprimono. La parte che sottovalutano tutti è la formazione: in audit l’auditor parla con gli operatori, non con le procedure.
Quanto costa
Il costo si compone di due voci separate, e conviene tenerle distinte fin dal preventivo: la consulenza, cioè il lavoro per costruire il sistema, e la certificazione, cioè le giornate che l’organismo fattura. La seconda non passa da noi: l’audit dura almeno due giornate, con almeno metà del tempo in produzione, e cresce con la dimensione dello stabilimento.
Sulla prima voce il peso lo fanno tre cose: quanti processi entrano nel campo di applicazione, quanto è ordinato lo stabilimento oggi — perché gli interventi fisici richiedono tempo di calendario, non ore di lavoro — e quanti siti vanno certificati. Abbiamo spiegato per esteso come si forma il prezzo nella pagina dedicata ai costi, con lo stesso metodo che usiamo per fare i preventivi.
Gli errori che allungano i tempi
Sono sempre gli stessi quattro. Partire senza sapere quale schema vuole il cliente: PACsecure e BRCGS Packaging Materials coprono lo stesso mestiere, e sceglierne uno a caso significa rischiare di rifare l’audit.
Rimandare gli interventi sullo stabilimento: layout, separazioni e manutenzione sono la voce che non si comprime. Chi la lascia per ultima slitta di mesi.
Non avere le specifiche delle materie prime: film, inchiostri, adesivi e cartoni devono avere una specifica. È un requisito KO, e i fornitori vanno sollecitati per tempo.
Formare solo i capireparto: l’auditor passa metà del tempo in produzione e parla con chi ci lavora. Un sistema che vive solo nelle procedure si vede in mezz’ora.
Dove operiamo
Seguiamo i progetti dalle nostre quattro sedi — Milano, Bologna, Roma e Brescia — e lavoriamo su tutto il territorio nazionale, in presenza per le fasi che lo richiedono e da remoto per il resto. Sui sistemi multi-sito coordiniamo l’intero perimetro con un unico riferimento.
Domande frequenti
Produciamo solo imballaggio secondario: serve lo stesso?
Sì, lo standard copre primari e secondari. Il livello di requisiti applicabili cambia in funzione dell’analisi dei pericoli: un cartone da trasporto non ha gli stessi vincoli di un film a contatto.
Facciamo anche imballaggi per cosmetici e per detergenti.
Rientrano: lo standard copre alimentare, cosmetico, igiene della persona e prodotti per la casa, oltre agli imballaggi secondari per i farmaci da banco.
Una parte della produzione la facciamo fare fuori.
Quello che è completamente esternalizzato non rientra nel campo di applicazione del sito. Va dichiarato con chiarezza, perché incide su che cosa il certificato copre davvero.
Basta l’IFS PACsecure per il contatto alimentare?
No. La certificazione è uno standard privato: gli obblighi di legge sui materiali a contatto con gli alimenti restano e vanno rispettati comunque, dichiarazione di conformità compresa.
Siamo certificati BRCGS Packaging: quanto lavoro serve per aggiungere l’IFS?
Meno di quanto sembri sul contenuto, di più sul metodo. Le fondamenta si riusano quasi tutte; cambiano l’impostazione dei requisiti, la logica del punteggio e il modo di condurre l’audit.
Vi serve l’IFS PACsecure?
Diteci che imballaggi producete, per quali settori e con quali processi: vi diciamo se vi conviene questo schema o il BRCGS, su quali dei dieci requisiti KO siete scoperti e quanto manca davvero all’audit.
Lascia il tuo numero:
ti richiamiamo subito.
Oppure chiamaci ora: 02 4975 8283
Quanto costa certificarsi: come si forma il prezzo
Perché Emmess su questa norma
- Lead Auditor qualificata CEPAS: sappiamo come si costruisce un punteggio IFS e dove si perdono i punti fra livello base e livello superiore.
- Partiamo dai dieci requisiti KO, perché sono quelli che decidono se il certificato arriva.
- Lavoriamo su corpi estranei, specifiche e rintracciabilità come processi di reparto, non come modulistica.
- Se lavorate sia con clienti europei sia con gruppi britannici, valutiamo insieme la doppia certificazione IFS e BRCGS.
