Certificazione IFS Food

Lo standard della distribuzione tedesca, francese e italiana: come funziona il punteggio, i dieci requisiti KO e i due livelli di certificazione

IFS Food è lo standard che la distribuzione tedesca, francese e italiana chiede ai fornitori di prodotti a marchio del distributore. È riconosciuto dalla GFSI, come BRCGS e FSSC 22000, ed è volontario: nessuna legge lo impone, lo impone il contratto.

Ha però una caratteristica che lo rende diverso dagli altri e che vale la pena capire prima di iniziare: l'audit non finisce con un sì o un no, ma con una percentuale. Quella percentuale determina il livello del certificato, finisce nella banca dati consultabile dai clienti e diventa uno dei numeri con cui vi confrontano con gli altri fornitori.

Che cosa facciamo, in concreto

Vi portiamo dal punto in cui siete al certificato, e su IFS il lavoro ha una caratteristica sua: si va a punteggio, e il punteggio decide il livello che comparirà sul certificato e la frequenza degli audit. Quindi non lavoriamo solo per superare, lavoriamo per non perdere punti dove si perdono di solito: requisiti KO, igiene, tracciabilità e gestione delle non conformità. Non certifichiamo noi: il certificato lo rilascia un organismo accreditato. E prima di cominciare cerchiamo i bandi a fondo perduto e i contributi attivi sull’intervento, che nell’agroalimentare sono frequenti.

Il nostro intervento, in sei passi
Passo 1Perimetro e ambito. Prodotti, linee e processi da includere: determina la durata dell’audit e quello che potrete dichiarare al cliente.
Passo 2Requisiti KO. Si guardano per primi: un KO valutato male fa fallire l’audit a prescindere dal resto del punteggio.
Passo 3Bandi e contributi. Cerchiamo i finanziamenti a fondo perduto e i contributi attivi, compresi quelli di filiera.
Passo 4Analisi del divario a punteggio. Simuliamo la valutazione requisito per requisito e lavoriamo dove il punteggio si perde davvero.
Passo 5Audit interno e riesame. Facciamo noi il primo audit completo, con lo stesso metro dell’organismo e con l’audit non annunciato in mente.
Passo 6Certificazione e mantenimento. Vi affianchiamo in audit, nella chiusura dei rilievi entro i termini e nelle verifiche successive.
I tempi per rispondere ai rilievi sono stretti e sono parte dello schema: il piano di azioni si prepara prima dell’audit, non dopo.

La versione 8: le date

L'edizione in vigore è la versione 8, pubblicata nell'aprile 2023.

1° ottobre 2023iniziano gli audit in versione 8
31 dicembre 2023termina in via generale l'applicabilità della versione 7
1° gennaio 2024gli audit in versione 8 sono obbligatori

Chi si certifica oggi lo fa in versione 8 e non ha transizioni in vista, a differenza di chi ha la FSSC 22000, che ha già il calendario della versione 7 fissato al giorno.

Come funziona il punteggio

Ogni requisito dello standard riceve un voto dall'auditor, e ogni voto vale un numero di punti. È la meccanica che conviene conoscere prima dell'audit, non dopo.

VotoSignificatoPunti
Apiena conformità20
Bscostamento: conformità quasi piena15
Cscostamento: parte non attuata5
Dscostamento: non attuato−20
Maggiorenon conformità maggiore−15% del punteggio totale possibile
N/Anon applicabileesclusa dal calcolo

Il punteggio finale è una percentuale: punti ottenuti sul totale dei punti disponibili, calcolato escludendo i requisiti non applicabili. Il dettaglio che sorprende è il D a meno venti: un requisito non attuato non vale zero, toglie punti. Fra una C e una D ballano venticinque punti.

I dieci requisiti KO

Dentro lo standard ci sono dieci requisiti che valgono più di tutti gli altri messi insieme. Si chiamano KO, knock out, e il nome dice tutto: una D su uno di questi toglie il 50% del punteggio totale possibile e il certificato non viene rilasciato. Non c'è recupero, non c'è compensazione con il resto dell'audit.

I dieci KO di IFS Food versione 8
  • 1.2.1 — governance e impegno della direzione
  • 2.3.9.1 — sistema di monitoraggio dei punti critici di controllo
  • 3.2.2 — igiene del personale
  • 4.1.3 — accordo con il cliente
  • 4.2.1.3 — specifiche delle materie prime
  • 4.12.1 — mitigazione del rischio da corpi estranei
  • 4.18.1 — rintracciabilità
  • 5.1.1 — audit interni
  • 5.9.1 — procedure di ritiro e richiamo
  • 5.11.3 — azioni correttive

Sono dieci punti che si possono controllare uno per uno prima di far entrare l'auditor. È la prima cosa che verifichiamo quando ci chiamano su un IFS: se uno di questi non regge, tutto il resto è discorso rimandato.

Foundation level e Higher level

Il punteggio finale determina il livello del certificato. I due livelli sono entrambi certificazioni valide: cambia il messaggio che mandano al cliente.

Punteggio finaleEsito
≥ 95%Higher level — certificato valido 12 mesi
≥ 75% e < 95%Foundation level — certificato valido 12 mesi
una maggiore, con punteggio ≥ 75%audit di verifica entro sei mesi
più di una maggiore, oppure un KO valutato D, oppure punteggio < 75%audit non superato: nessun certificato

La differenza fra i due livelli non è formale. Il punteggio è visibile nella banca dati IFS, e chi vi compra lo guarda: fra due fornitori certificati, uno all'89% e uno al 96%, la conversazione sul prezzo non parte dallo stesso punto.

Ed è qui che si vede la differenza pratica fra i due schemi della distribuzione: il BRCGS dà un voto in lettere, IFS dà un numero. Un numero è più facile da confrontare, e per questo pesa di più.

Audit senza preavviso e IFS Star Status

Anche IFS ha la regola dell'audit non annunciato: almeno uno ogni tre audit IFS Food. La finestra in cui può cadere è ampia e conviene conoscerla: da sedici settimane prima della data di scadenza fino a due settimane dopo, senza che vi venga comunicato il giorno.

Chi supera un audit senza preavviso ottiene l'IFS Star Status, visibile sul certificato e nella banca dati. È una distinzione che si perde al successivo audit annunciato: dice al cliente che il sistema regge in un giorno qualunque, non solo nel giorno preparato.

Quanto dura il certificato

Dodici mesi, con una regola di calcolo precisa: la validità decorre dalla data di emissione e termina l'ultimo giorno della data dell'audit iniziale più otto settimane, meno un giorno, più un anno. Sembra un cavillo, ed è invece la ragione per cui conviene pianificare l'audit di rinnovo con largo anticipo: la finestra utile è più stretta di quanto si creda.

IFS o BRCGS: come si sceglie

Sono entrambi riconosciuti GFSI, entrambi rivolti a chi produce per la distribuzione, e chiedono in larga parte le stesse cose. Cambiano il mercato di riferimento e il modo di valutare.

AspettoIFS FoodBRCGS Food Safety
Nasce dala distribuzione tedesca e francesei supermercati britannici, 1998
Chi lo chiedecatene tedesche, francesi, italianecatene britanniche e irlandesi, mercati anglosassoni
Esitoun punteggio percentuale, Foundation o Higher levelun voto: AA, A, B, C, D, con il + se senza preavviso
Il meccanismo che tagliai dieci requisiti KO: una D vale −50% e niente certificatoi requisiti fondamentali: una maggiore e niente certificato
Edizione in vigoreversione 8, obbligatoria dal 1° gennaio 2024issue 9, audit dal 1° febbraio 2023

Il criterio è uno: si sceglie quello che chiede il cliente. Se i clienti sono su mercati diversi, si costruisce un solo sistema e si fanno due certificazioni: il lavoro documentale è in gran parte comune e il secondo schema costa molto meno del primo. Il confronto completo è nella scheda BRCGS Food Safety.

Quanto costa la certificazione IFS

Non esiste un listino, e chi vi dà una cifra al telefono senza aver visto nulla la sta indovinando. Il costo si compone di due voci separate: le giornate dell'organismo di certificazione, fissate dalle regole di certificazione IFS e non trattabili, e la consulenza, che varia molto a seconda di quanto sistema esiste già in azienda.

Come si forma quel numero, che cosa lo fa salire o scendere e come si sceglie l'organismo di certificazione lo abbiamo scritto per esteso: quanto costa certificarsi.

Per la vostra situazione serve un numero vero: richiedete un preventivo indicando siti, addetti, linee di produzione e certificazioni già attive. Prima di iniziare verifichiamo gratuitamente quali bandi e contributi sono aperti per il vostro progetto.

Come lavoriamo

  1. Ricerca di bandi e finanziamenti. Prima di ogni altra cosa verifichiamo, gratuitamente, quali bandi, contributi e finanziamenti a fondo perduto sono aperti per il progetto. La formazione del personale si finanzia quasi sempre con i fondi interprofessionali.
  2. Verifica dei dieci KO, per primi. Se uno di quelli non regge, il resto dell'audit non conta: si parte da lì.
  3. Analisi degli scostamenti su tutti i requisiti della versione 8, con una stima del punteggio raggiungibile: serve a sapere in anticipo se si sta puntando al Foundation o all'Higher level.
  4. Piano di lavoro con date, costruito a ritroso dalla scadenza data dal cliente.
  5. Costruzione del sistema: HACCP, specifiche, rintracciabilità, corpi estranei, ritiro e richiamo, azioni correttive, igiene del personale.
  6. Formazione e addestramento delle persone in reparto, perché a un audit senza preavviso risponde chi c'è, non chi ha scritto le procedure.
  7. Scelta dell'organismo di certificazione e confronto delle offerte. Non lavoriamo per nessun ente: è una scelta vostra e si fa sui numeri.
  8. Audit interno e riesame, poi assistenza durante l'audit e nella chiusura dei rilievi nei termini previsti.
  9. Mantenimento: preparazione all'audit senza preavviso e lavoro sul punteggio, perché da Foundation a Higher si sale con il tempo.

I nostri auditor sono Lead Auditor qualificati CEPAS: la stessa qualifica di chi verrà a verificarvi. Serve soprattutto per sapere in anticipo dove guarderà.

Gli errori che allungano i tempi

Sono sempre gli stessi quattro.

Non guardare i requisiti KO per primi. Un KO insufficiente fa fallire l’audit indipendentemente dal punteggio complessivo.

Definire l’ambito troppo stretto. Il certificato copre solo quello che avete incluso: se il cliente chiede un prodotto fuori ambito, non vale.

Preparare il piano delle azioni dopo l’audit. I termini per rispondere sono stretti: chi parte da zero dopo la verifica quasi sempre non ci arriva.

Cercare i contributi a percorso avviato. I bandi hanno finestre e regole sull’avvio delle spese: chiederli dopo aver firmato significa quasi sempre perderli.

Dove operiamo

Lavoriamo dalle nostre quattro sedi — Milano, Bologna, Roma e Brescia — e seguiamo aziende alimentari in tutta Italia. Lo stabilimento si visita, e sulle aziende IFS conviene farlo più volte: il punteggio si costruisce con dettagli operativi che dai documenti non si vedono. Documentazione, simulazione del punteggio e ricerca dei bandi si fanno da remoto.

Domande frequenti

Quanto costa la certificazione IFS Food?
Non esiste un listino, e chi vi dà una cifra al telefono senza aver visto nulla la sta indovinando. Il costo si compone di due voci separate: quanto chiede l'organismo terzo, che segue regole proprie e non si contratta, e la consulenza, che varia secondo quanto è già in piedi in azienda. Come si forma quel numero lo abbiamo scritto per esteso in quanto costa certificarsi; per la vostra situazione serve un numero vero, quindi richiedete un preventivo.

Che cos'è la certificazione IFS Food?
È uno standard volontario di sicurezza e qualità alimentare riconosciuto dalla GFSI, nato dalla distribuzione tedesca e francese e oggi richiesto anche da quella italiana ai fornitori di prodotti a marchio del distributore. L'audit si chiude con un punteggio percentuale.

Quale versione è in vigore?
La versione 8, pubblicata nell'aprile 2023. Gli audit in versione 8 sono iniziati il 1° ottobre 2023 e sono obbligatori dal 1° gennaio 2024; l'applicabilità della versione 7 è terminata in via generale il 31 dicembre 2023.

Che cosa sono i requisiti KO?
Sono dieci requisiti considerati essenziali. Se uno di essi viene valutato D, si genera una non conformità KO che toglie il 50% del punteggio totale possibile e il certificato non viene rilasciato. Riguardano governance, monitoraggio dei CCP, igiene del personale, accordo con il cliente, specifiche delle materie prime, corpi estranei, rintracciabilità, audit interni, ritiro e richiamo, azioni correttive. Il controllo degli infestanti è il requisito che più spesso arriva in audit senza prove: si copre affidandosi a chi lavora secondo UNI EN 16636 e CEPA Certified. Per i prodotti per la casa e la cura della persona lo schema gemello è invece la IFS HPC.

Che differenza c'è fra Foundation level e Higher level?
È il punteggio finale a decidere: Foundation level da 75% a meno del 95%, Higher level dal 95% in su. Entrambi i certificati valgono dodici mesi. Il punteggio è visibile nella banca dati IFS e i clienti lo guardano.

Che cosa succede se prendo una non conformità maggiore?
Una maggiore toglie il 15% del punteggio totale possibile. Con una sola maggiore e un punteggio pari o superiore al 75% si fa un audit di verifica entro sei mesi. Con più di una maggiore, con un KO valutato D, o con un punteggio sotto il 75%, l'audit non è superato e il certificato non viene rilasciato.

Come si calcola il punteggio?
Ogni requisito vale A 20 punti, B 15, C 5, D meno 20; i requisiti non applicabili sono esclusi dal calcolo. Il punteggio finale è la percentuale fra i punti ottenuti e quelli disponibili. Attenzione al D: non vale zero, sottrae.

Gli audit sono sempre annunciati?
No: almeno un audit ogni tre deve essere senza preavviso, in una finestra che va da sedici settimane prima della data di scadenza a due settimane dopo. Chi lo supera ottiene l'IFS Star Status, visibile su certificato e banca dati, che si perde al successivo audit annunciato.

IFS è obbligatorio?
No. Nessuna legge lo impone: diventa vincolante quando finisce in un contratto di fornitura. Gli obblighi di legge sulla sicurezza alimentare sono altri e si assolvono con l'autocontrollo HACCP.

Meglio IFS o BRCGS?
Dipende da chi ve lo chiede: IFS per i mercati tedesco, francese e italiano, BRCGS per quelli anglosassoni. Sono equivalenti per la GFSI. Se servite entrambi i mercati si costruisce un sistema solo e si fanno due certificazioni.

Esistono contributi per certificarsi?
Sì, e cambiano di continuo: bandi camerali, misure regionali, contributi di filiera e agevolazioni nazionali si aprono e si chiudono nell’arco di poche settimane. Li cerchiamo noi all’inizio del percorso e vi diciamo che cosa è aperto, che cosa copre e con quali scadenze. Una regola vale quasi sempre: i bandi non ammettono spese avviate prima della domanda, quindi la verifica va fatta prima di firmare, non dopo.

Un cliente vi ha chiesto l'IFS?

Diteci che cosa producete, per quale catena e che certificazioni avete già: partiamo dai dieci KO e vi diciamo dove siete, che punteggio è realistico e quanto tempo serve. La prima analisi non ha alcun costo e non vi impegna a nulla.

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Quanto costa certificarsi: come si forma il prezzo

Il punteggio in breve

  • A 20 punti · B 15 · C 5 · D −20
  • Maggiore: −15% del totale possibile
  • KO valutato D: −50% e nessun certificato
  • ≥ 95% → Higher level
  • ≥ 75% e < 95% → Foundation level
  • < 75% → audit non superato

In sintesi

  • Standard volontario, riconosciuto GFSI
  • Lo chiede la distribuzione tedesca, francese e italiana
  • L'audit si chiude con una percentuale, non con un sì o un no
  • Dieci requisiti KO: una D su uno di quelli e il certificato non esce
  • Due livelli: Foundation dal 75%, Higher dal 95%
  • Certificato valido dodici mesi
  • Un audit ogni tre senza preavviso, con IFS Star Status a chi lo supera

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