UNI/PdR 145

Pest management nel biologico: quale documento risolve davvero il tuo problema

La UNI/PdR 145:2023 — «Pest management nelle imprese del settore agroalimentare della produzione biologica — Requisiti del servizio» — definisce come si eroga il servizio di gestione e controllo delle infestazioni in una filiera dove quasi tutto ciò che si userebbe altrove non si può usare. Copre la filiera dal post-raccolta al consumatore finale, compresi gli ambienti per la produzione zootecnica e mangimistica. È in vigore dall’11 maggio 2023.

Va detto subito che cosa non è: non è la UNI EN 16636, e non la sostituisce. La 16636 è la norma generale sui servizi di pest management, ed è quella su cui esiste uno schema di accreditamento. La PdR 145 è un documento verticale sul biologico e non ha uno schema di accreditamento proprio.

Che cosa facciamo, in concreto

Su questo tema lavoriamo su due piani, e li teniamo separati perché sono due cose diverse. Se ti serve un certificato accreditato, il percorso è la UNI EN 16636 e te lo diciamo subito. Se il tuo problema è invece reggere l’audit del cliente bio — la GDO, il trasformatore, l’ente di controllo del biologico — allora la PdR 145 è il riferimento giusto, e ci lavoriamo come metodo: prodotti ammissibili, monitoraggio, tracciabilità, evidenze. Non certifichiamo noi, e non ti vendiamo una «certificazione UNI/PdR 145 accreditata», perché non esiste.

Il nostro intervento, in sei passi
Passo 1Perimetro della filiera. Guardiamo dove si ferma il tuo biologico: stabilimenti, depositi, trasporto, e se ci sono ambienti zootecnici o mangimistici.
Passo 2Scelta del riferimento. Decidiamo se il percorso è la UNI EN 16636 accreditata, la PdR 145 come metodo, o entrambe.
Passo 3Prodotti e metodi ammissibili. È il cuore: nel biologico gran parte dei prodotti di sintesi è esclusa, e il piano va costruito su quello che resta.
Passo 4Monitoraggio e soglie. Stazioni, frequenze, registrazioni e soglie di intervento, documentate in modo che un auditor le possa seguire.
Passo 5Fornitore o interno. Se il servizio lo compri, qualifichiamo il fornitore con i criteri della norma; se lo fai in casa, formiamo le persone.
Passo 6Evidenze per l’audit. Prepariamo il fascicolo che serve al controllo del biologico e all’audit del cliente.
Se il servizio è esternalizzato, il documento che conta è il contratto con il fornitore: è lì che si scrive che cosa può e non può entrare in stabilimento.

Tre documenti che vengono confusi di continuo

La UNI EN 16636:2015 — «Servizi di gestione e controllo delle infestazioni (pest management) — Requisiti e competenze», in vigore dal 26 marzo 2015 — è la norma generale, valida per qualunque fornitore di servizi di pest management in qualunque settore. È l’unica delle tre con uno schema di accreditamento: lo schema italiano dedicato, con accreditamento secondo ISO/IEC 17065, ha visto il primo organismo accreditato nel novembre 2021.

La UNI/PdR 86:2020 è la linea guida per applicare la 16636 e definisce i requisiti formativi degli operatori. È del giugno 2020: per la regola dei cinque anni il suo termine ordinario è già passato, e non abbiamo verificato se sia stata rinnovata o ritirata.

La UNI/PdR 145:2023 è la più recente e la più stretta: restringe la logica del pest management al solo agroalimentare biologico. Il tavolo che l’ha scritta lo dice a chi è destinata: c’erano l’associazione italiana dei disinfestatori, aziende della grande distribuzione e della filiera, e organismi del settore.

E il marchio CEPA Certified?

È una terza cosa ancora, e va tenuta distinta. CEPA Certified è un marchio di settore gestito dall’associazione europea dei disinfestatori: viene rilasciato da organismi accreditati secondo ISO/IEC 17065 ma approvati anche dal comitato dello schema, e in Italia l’uso del marchio è gestito dall’associazione nazionale su mandato europeo.

Detto in modo pratico: è un marchio commerciale costruito sopra la certificazione accreditata, non un accreditamento in sé. Se un capitolato chiede «certificazione UNI EN 16636 accreditata», il marchio da solo non è la risposta; se chiede CEPA Certified, la certificazione accreditata da sola non basta.

Che cosa cambia davvero nel biologico

La differenza non è procedurale, è sostanziale: nel biologico i regolamenti europei escludono l’uso di gran parte dei prodotti di sintesi, e un piano di monitoraggio copiato da uno stabilimento convenzionale non regge. Il lavoro sta nel costruire prevenzione, esclusione fisica e monitoraggio in modo che l’intervento chimico sia l’ultima risorsa e non la prima.

Una precisazione onesta sul nostro grado di conoscenza: il testo integrale della prassi è a pagamento e i requisiti puntuali qui descritti derivano dal sommario ufficiale e dall’esperienza su schemi affini, non dalla lettura del documento completo. Se il percorso ti interessa, il primo passo è acquistarlo e leggerlo insieme.

Quanto costa

Un percorso su un singolo stabilimento richiede tipicamente da quattro a otto giornate se il servizio è esternalizzato e si tratta di qualificare il fornitore e mettere in ordine le evidenze; da otto a quindici se il servizio è interno e va costruito il sistema con le competenze del personale.

Applichiamo la nostra tariffa giornaliera, con le spese a forfait, e un canone annuale di mantenimento. Il metodo con cui si forma il prezzo è nella pagina dedicata ai costi.

Il costo dell’organismo si aggiunge solo se il percorso arriva alla certificazione accreditata sulla UNI EN 16636. Sulla PdR 145 da sola non c’è un organismo da pagare, perché non c’è uno schema: c’è il costo del lavoro e basta.

Gli errori che allungano i tempi

Sono sempre gli stessi quattro.

Chiedere la certificazione accreditata sulla PdR 145. Non esiste. L’accreditamento c’è sulla UNI EN 16636: se il capitolato chiede un certificato accreditato, il percorso è quello.

Portare in stabilimento bio il piano del convenzionale. È l’errore che fa saltare l’audit: prodotti e metodi ammissibili sono diversi, e il piano va rifatto, non adattato.

Lasciare il pest management fuori dal contratto di fornitura. Se il servizio è esternalizzato e il contratto non dice che cosa può entrare, il problema torna indietro al committente.

Confondere il marchio con l’accreditamento. CEPA Certified e certificazione accreditata sulla 16636 sono due cose diverse: leggere il capitolato prima di scegliere.

Dove operiamo

Lavoriamo dalle nostre quattro sedi — Milano, Bologna, Roma e Brescia — e seguiamo imprese agroalimentari in tutta Italia. Qui lo stabilimento si visita: le stazioni di monitoraggio, le aperture, i depositi e le aree esterne si guardano sul posto, ed è lì che si vedono i problemi che nessun documento racconta. Il piano, la qualifica del fornitore e le evidenze si costruiscono poi da remoto.

Domande frequenti

Posso certificarmi sulla UNI/PdR 145?
Non sotto accreditamento. La prassi non compare fra gli schemi di accreditamento attivi e non risultano organismi accreditati su di essa. Resta possibile una verifica di parte terza non accreditata, che è legittima ma va presentata per quello che è.

Allora perché usarla?
Perché è il riferimento tecnico più preciso che esiste sul pest management nel biologico, ed è scritto dagli attori che poi ti fanno l’audit: associazione dei disinfestatori, grande distribuzione, filiera. Usarla come metodo ti fa arrivare preparato a quell’audit.

Che rapporto c’è con la UNI EN 16636?
La 16636 è la norma generale e accreditabile, la PdR 145 è verticale sul biologico e non accreditabile. Non sono versioni della stessa cosa e non sono alternative: molte imprese fanno la 16636 per il certificato e usano la PdR 145 per il contenuto.

La prassi scade?
Le prassi di riferimento restano disponibili non oltre cinque anni dalla pubblicazione, estendibili con delibera: essendo dell’11 maggio 2023, il termine ordinario cade l’11 maggio 2028. Il riesame intermedio previsto al terzo anno cadeva a maggio 2026 e non abbiamo trovato notizie sul suo esito: prima di impostare un percorso pluriennale conviene chiedere a UNI.

Accreditata è la 16636, non la 145

Sulla UNI/PdR 145 non esiste uno schema di accreditamento. Se il capitolato chiede un certificato accreditato sul pest management, la norma è la UNI EN 16636. La PdR 145 serve al contenuto, ed è scritta da chi poi ti fa l’audit.

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Quanto costa certificarsi: come si forma il prezzo

Perché Emmess su questo schema

  • Ti diciamo subito quale dei due documenti risolve il tuo problema, invece di venderteli entrambi.
  • Costruiamo il piano sui prodotti e sui metodi ammessi nel biologico, non adattando quello del convenzionale.
  • Se il servizio è esternalizzato lavoriamo sul contratto, che è il punto dove il problema torna indietro al committente.
  • Sulla PdR 145 dichiariamo che cosa abbiamo verificato e che cosa no: il testo integrale è a pagamento e non lo diamo per letto.
  • Seguiamo gli schemi alimentari da anni: la parte di prerequisiti si innesta sul sistema che hai già.

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